Fucked up

Fucked up
Che faccia ha la guerra? Quella del kamikaze del quale rimangono soltanto la testa, una mano e una gamba grottescamente disposti in un mucchietto sull'asfalto o quella di una soldatessa con le tette di fuori e un gigantesco mitra in mano? Tutte e due, probabilmente. In ogni caso, la guerra è qui, in questa raccolta di foto senza censura scattate dai soldati statunitensi in Iraq: i dietro le quinte delle azioni militari di Iraqi Freedom, i cadaveri mutilati di guerriglieri e vittime della guerriglia, e le forme procaci delle soldatesse americane...
Un documento eccezionale venuto alla luce con una modalità che merita di essere raccontata: nato nel 2003, www.nowthatsfuckedup.com è un sito internet come tanti, una community che posta messaggi e file su forum imperniati sul sesso amatoriale. Ma nel 2005 alle prodezze amatorie degli iscritti e delle loro ragazze si aggiungono anche messaggi e immagini provenienti direttamente dal fronte iracheno. Foto scattate sul teatro di guerra e inserite on-line dopo poche ore, senza alcuna censura preventiva da parte delle autorità militari. Che naturalmente quando scoprono il fatto scatenano un'offensiva legale che porta all'oscuramento del sito. Troppo l'imbarazzo per quegli orrori finora prudentemente sempre esclusi dalla comunicazione visiva di massa, per quella blasfema e sublime mescolanza di sesso e sangue, di sberleffo e morte, per quei messaggi violenti e razzisti postati dai marines. Ma niente da fare signori, arginare il flusso di informazioni sul web è impossibile, e finanche i vertici Usa hanno dovuto rassegnarsi (anche se la querelle giudiziaria contro gli amministratori del sito prosegue) al fatto che il mondo intero possa avere una testimonianza diretta delle atrocità in corso a Bagdhad e dintorni. Un libro che farà epoca, zeppo di foto orrende, tanto orrende che dovrebbero essere mostrate a tutti, affinché quando si affronta il tema guerra si abbia ben presente di cosa si stia realmente parlando. In appendice, una postfazione di Marco Belpoliti che ripercorre in breve la storia del fotogiornalismo di guerra.

 

 

 
 
 
 
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