Fuori di 3

Fuori di 3

Tre spiritelli eterici in combutta fra loro fanno il bello e il cattivo tempo dentro la testa di Serbero. Finora ad avere il predominio dei due emisferi sono stati Primo e Parimeno, i fratelli cattivi che gli hanno resettato il cervello fin dalla tenera età affinché non ricordasse nulla delle sue vere origini; figlio adottivo, è da sempre convinto di essere un pigro tassista del South Carolina privo di qualunque ambizione, mentre in realtà si chiama Tadewi, appartiene alla tribù indiana degli Hopi ed è tutt’altro che un essere comune: è il prescelto, colui che porterà a compimento un’antica profezia. Per fortuna a contrastare i due fratelli c’è Carnia, spirito femminile coi valori etici ben saldi, che - approfittando del coma in cui riversa Tadewi dopo una caduta durante una seduta di jogging - mette fuori gioco i tremendi coinquilini e finalmente, l’uomo comincia a ricordare ogni cosa di sé. Staccatosi le flebo, scappa dall’ospedale e salta su un aereo in compagnia di Gloria, una tipa alquanto strana incontrata per caso nell’attesa dell’imbarco: direzione Tuba City, Arizona, incontro al deserto, pieno di insidie e fantasmi e personaggi poco raccomandabili, fino a suo padre Nosh e alla centenaria sciamana Aiyanna, che brama per iniziarlo al suo ineluttabile destino…

Possibile mai che degli spiriti birichini possano incasinarci talmente la testa da non riuscire più a capire chi siamo realmente? Beh, è possibile. O meglio, quando una storia è raccontata così bene non fatichiamo sicuramente a crederci. Pamela Gotti – giovane maestra elementare appassionata di viaggi e di storie fantastiche – ci accompagna in una vorticosa altalena di fatti e di voci, nei meandri di una mente contorta e affollata, nella quale riusciamo perfettamente a districarci senza mai correre il pericolo di perdere il filo della narrazione nonostante i molti punti di vista utilizzati. Ad aiutarci, il grazioso espediente del cameo all’inizio del capitolo, raffigurante la faccina del personaggio parlante. Un’avventura surreale senz’altro originale, che ci fa riflettere su come le nostre insicurezze spesso ci impediscano di affermare le nostre peculiarità, relegandoci in un angolino nel più completo e frustrante anonimato. L’invito è dunque all’introspezione, al viaggio dentro noi stessi e all’utilizzo di nuovi occhi, capaci di nonfermarsi solo alla semplice apparenza delle cose.



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