Futuro in trance

Futuro in trance
Spofforth passeggia per la Quinta avenue. Le strade sono vuote, l'erba buca l'asfalto, nessun segno di vita intorno. Ormai Spofforth è l'ultimo dei robot classe nove, controlla tutti i cervelli artificiali della città e del pianeta. L'Empire State Building, ricostruito per la terza volta, domina la città. Spofforth sale le scale di corsa. Solo, sulla piattaforma più alta del grattacielo, tenta di lanciarsi nel vuoto. Le gambe non rispondono, il corpo non gli appartiene più, il suo software gli impedisce ogni forma di suicidio. È stato creato dall'uomo, e solo un uomo può porre fine alla sua esistenza. Rassegnato si ritira, torna in strada verso l'università in cui lavora. Una mente perennemente stanca in un corpo che non conosce alcuna stanchezza. È riuscito a far diventare cultura comune la somministrazione di droghe, calmanti e anticoncezionali. Tutti vivono in una sorta di ipnosi. Una volta in ufficio, Spofforth riceve una telefonata da Paul Bentley, professore dall'Ohio. Da alcuni antichi filmati, Bentley ha "riscoperto" come leggere e scrivere, e vuole insegnarlo nelle università. Un'idea pericolosa, da controllare e reprimere. Il professore, intanto, conosce Mary Lou, appena fuggita da un "dormitorio per lavoratori"...
Tre soli personaggi fanno un romanzo. Di più: un dramma postmoderno sulle inquietudini umane più che sul rapporto fra uomo e tecnologia. Città quasi abbandonate, nell'incuria totale, fantasmi di un passato ormai morto. Con un linguaggio scarno e diretto, Tevis mette in scena il fallimento della razza umana: l'uomo è la causa. Non l'eccessivo sfruttamento delle risorse planetarie, non razze aliene ostili. L'umanità si sta inconsapevolmente suicidando per eccesso di incuria. In questo quadro la speranza è affidata alla libertà di spirito. Mary Lou rappresenta proprio questo, l'insoddisfazione e la ricerca di sé nel ribellarsi alle regole. Tale inquietudine la spingono al rifiuto delle droghe prima e alla convivenza illegale con Bentley dopo. Il professore le darà quella stabilità che Mary Lou invano cerca, aggiungerà la consapevolezza della conoscenza alla libertà di spirito. Questo è il grande potere della lettura, riscoperto da Prometeo/Bentley. A tutto ciò si contrappone Spofforth: la macchina, la tecnologia, l'ultimo della sua specie. Incapace di cogliere la complessità umana, spinto da una logica ineludibile: impedire ogni forma di instabilità emotiva. Se ciò dovesse portare all'estinzione umana, tanto meglio. La tecnologia senza controllo umano, dunque, si trasforma da risorsa a pericolo.

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