Gabriella garofano e cannella

Gabriella garofano e cannella
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Nel 1925, nella città portuale di Ilehus ‒ dove la prosperità del commercio del cacao ha portato a nuovi poteri e a una nuova ridistribuzione di incarichi e fortune ‒ il turco Nacib Saab, proprietario di uno dei bar più frequentati e apprezzati, un bel giorno si sveglia senza cuoca. Per il suo locale e per la sua attività è una vera disdetta. Nacib è praticamente disperato, ma in suo aiuto e soccorso arriva Gabriella, giovane mulatta originaria delle terre desertiche a nord di Bahia, bellissima e sensuale nonché eccellente cuoca che lo salva dall’impasse ma ruba anche il suo cuore. Tra Nacib e Gabriella nasce una passione fortissima ma pulita e reale fino a che la gelosia dell’uomo, che vede la sua donna sempre corteggiata e desiderata dagli uomini del luogo, lo spinge a sposarla e a desiderare di cambiarla in una “vera signora”, come quelle dell’antica aristocrazia di Ilehus o della nuova borghesia dei commercianti. Gabriella, però, è uno spirito libero e indipendente per natura: ama ballare scalza e mettersi fiori nei capelli e quando viene costretta in abiti eleganti e maniere convenzionali si ribella a suo modo, tradendo Nacib più per affermare la sua personalità e indipendenza che per un vero motivo sentimentale. Intanto, tutto intorno a loro e agli abitanti di Ilehus scoppia la guerra per il possesso del territorio e del potere politico ed economico tra i vecchi possidenti latifondisti delle terre del cacao e esportatori dello stesso, i fazendeiros guidati dal clan Bastos, e le nuove leve, innovatrici e moderniste, guidate da Mundhinho Falcao, un ricco e giovane uomo che mira a conquistare il potere politico attraverso il progresso e la modernità…

Gabriella garofano e cannella, pubblicato in Brasile nel 1958, segna il ritorno di Jorge Amado al cosiddetto Ciclo del cacao, nel quale l’autore racconta mirabilmente ‒ attraverso storie d’amore e di potere ‒ quanto la società brasiliana sia stata inevitabilmente segnata dalla coltivazione e dall’esportazione di questa pregiata spezia. In questo romanzo, in particolare, Amado si diverte a presentare ai lettori un “piccolo mondo antico” fatto di salotti arredati alla maniera dell’alta aristocrazia europea bianca, convenzioni sociali rimaste al secolo precedente, abiti pudichi e cattolicesimo imperante per nulla scalfito dalle credenze animiste e superstiziose del resto della popolazione. Lo scopo dell’autore è immediato e chi legge comprende subito il contrasto tra l’ipocrisia e l’arretratezza di personaggi come le sorelle Dos Reis: “due vecchiette attive che sommavano centoventotto anni di solida e indiscussa verginità”, antiquate, bigotte, pettegole e superate e la sensuale, non convenzionale, fresca, vera e bellissima Gabriella. È indubbio che Amado ami la sua protagonista immensamente e che l’abbia costruita proprio come la voleva. Libera, sensuale e sincera. Anche quando vacilla e tradisce il marito, Gabriella non è mai volgare, non è mai cattiva, non è mai odiosa detestabile o antipatica. Piace a tutti nel romanzo e piace a tutti quelli che il romanzo lo leggono. C’è una canzone molto nota nella zona del cacao in Brasile che dice: “Profumo di garofano, colore di cannella, io vengo da lontano per vedere Gabriella”. Il romanzo di Amado è tutto questo. Il superamento di un mondo corrotto e ipocrita per un nuovo mondo progressista e anticonvenzionale, dove la bellezza e la sensualità hanno la loro giusta parte. Nel 1983 il regista Bruno Barreto ha tratto dal romanzo un film di grande successo, interpretato da Marcello Mastroianni e da una indimenticabile Sonia Braga.



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