Galeotto fu il libro

Galeotto fu il libro
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Israel Armstrong, londinese quasi trentenne laureato con lode, ha trovato lavoro come bibliotecario (di un bibliobus) nell’estremo nord d’Irlanda, a Tundrum, non più villaggio né ancora città. A Tundrum tutti si conoscono e il pettegolezzo locale, esplicito o mascherato da reminiscenza storica, costituisce l’esercizio intellettuale più elevato della popolazione. Israel vive in un pollaio riadattato ad abitazione e constata che giorno dopo giorno in biblioteca le sue facoltà intellettive si stanno ottundendo (sono bibliotecaria anch’io e garantisco che è proprio così che succede). Constata inoltre che le sue letture si stanno pericolosamente allineando verso il basso, adeguandosi allo standard dei lettori che quotidianamente frequentano il bibliobus: manuali di pseudopsicologia, thriller d’accatto, libri di ricette veloci, manuali di bricolage semplificato, biografie di carattere locale e chi più ne ha più ne metta (sono bibliotecaria anch’io e garantisco che è proprio così che succede). Ogni sei mesi Israel viene convocato dalla dirigente del servizio, Linda Wei, esemplare più unico che raro di “madre single lesbica cinese cattolica”, per compilare un questionario di autovalutazione; nell’occasione gli vengono proposte attività di aggiornamento - corso di difesa personale, corso di primo soccorso, corso di trucco e maschere per bambini  - alle quali per fortuna riesce a sottrarsi (sono bibliotecaria anch’io e garantisco che - dirigente cinese a parte - è proprio così che succede). Bene, mentre per il lettore resta un mistero capire perché Israel rimanga attaccato alla sua biblioteca circolante e non abbandoni al più presto una situazione tanto deprimente, la storia si dipana assumendo i contorni di un giallo. Una ragazzina, figlia del più rampante politico locale, scompare. Proprio a lei Isreal ha prestato, giusto il giorno prima della sparizione, uno dei libri “fuori scaffale”, cioè uno di quei libri che il consiglio di biblioteca ha disposto debbano essere tenuti sotto il banco di distribuzione, fuori dalla vista dei lettori più giovani, affinché non ne turbino le menti: si tratta di Pastorale americana di Philip Roth. Che proprio la nefasta influenza di quest’opera abbia contribuito in modo determinante alla sparizione della fanciulla? È un’evenienza che la comunità di Tundrum dà per scontata, e senza punto interrogativo. La reputazione e lo stesso posto di lavoro di Israel sono in pericolo, perciò è a lui che tocca darsi da fare per risolvere il mistero e soprattutto per ritrovare al più presto la ragazzina… 
Fortunatamente Israel è portato per l’indagine e per la risoluzione dei misteri. Lo sappiamo dai tre romanzi, sempre ambientati a Tundrum, che precedono questo e che lo vedono protagonista. Non possiamo non notare, infine, che al lettore il titolo italiano del libro (quello originale è The Bad Book Affair) evoca immediatamente la storia d’amore tragica ed immortale di Paolo e Francesca. Anche qui c’è una storia d’amore, quella di Israel e Gloria: se sia immortale o mortale giudicherete voi. L’autore, Ian Sansom, è nato nel 1966 in Inghilterra come il suo personaggio Israel. Ha studiato ad Oxford e Cambridge e poi si è trasferito in Irlanda, vicino a Belfast, dove vive con la famiglia. È collaboratore dei periodici “Guardian” e “London Review of Books”, per i quali scrive articoli di critica letteraria. Insegna, inoltre, al “Seamus Heaney Centre for Poetry” di Belfast. Il suo stile, sempre ironico e brillante, trascina il lettore attraverso la vicenda narrata e lo induce a non abbandonarla fino all’epilogo, anche se spesso le notazioni di costume prevalgono sul giallo e l’ironia allevia il mistero. Tutto ciò non guasta e, mentre la storia procede, noi ci chiediamo: “Da uno a dieci, quanto somiglia Ian Sansom a Israel Armstrong?”

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