Galileo e il segreto dei Maya

Galileo e il segreto dei Maya
1630 circa. Galileo Galilei, tornato a Firenze dopo un lungo viaggio, durante uno dei suoi appostamenti col cannocchiale per studiare il cielo trova un antro nascosto da frasche e cespugli ai piedi di una montagna: al suo interno un segreto inenarrabile che Galileo porta con sé fino nella tomba, lasciando come unica prova una lettera inviata ad un suo caro collaboratore e una promessa a suo vecchio creditore. 1730 circa. Antonio Vivaldi, il prete rosso, viene convocato a Monopoli, là dove potrà ritrovare giustizia per le sue composizioni, non più amate in quel di Verona e di Venezia. In Puglia farà la conoscenza di un frate che dopo giornate di riposo e di banchetti lo costringerà a riprodurre su uno spartito la melodia suonata da un carillon: spaventato, ma anche affascinato dalla richiesta, il compositore ne terrà una copia per sé, nonostante tutto lasci presagire un segreto troppo grande. 2007. Giuseppe Esposito, commercialista napoletano residente a Lucca, si prepara per un incontro ostico con Amerigo Papini, il suo più spinoso cliente: questi, commerciante di droga e invischiato in una fitta rete di sotterfugi economici con una multinazionale svizzera, è anche l’erede del creditore di Galilei, destinatario del mistero depositato dallo scienziato cinque secoli prima. 2007. A Salsomaggiore Terme, quattro amici musicisti si ritrovano a ristrutturare un casolare in campagna per creare la loro scuola di musica: eseguendo i lavori di ristrutturazione recuperano uno strano spartito che sembra appartenere ad Antonio Vivaldi. I due pezzi del mistero si ritrovano così in possesso di due persone diverse destinate a darsi battaglia per scoprire la verità nascosta dietro gli enigmi di Galilei e di Vivaldi…
Fabrizio Hugony, noto a chi non è ferrato nella lettura per il suo titolo di campione italiano di bridge, era già riuscito ad emergere qualche tempo fa come scrittore con il libro Quando c’era Superman, un’approfondita analisi della sua amicizia con l’esploratore (e coautore di quel libro) Ambrogio Fogar, dimostrando già grande passione per l’esplorazione dell’occulto. Il suo nuovo romanzo è dedicato, come riporta l’introduzione, “a chi nei secoli ha sempre creduto in Galileo Galilei”: quasi un richiamo a ideali superiori e alla critica, oramai trita e ritrita, al Vaticano e alla Chiesa, cliché necessario in ogni romanzo del genere che si rispetti, a quanto pare. Proprio da queste due realtà nascerà il mistero che si cela dietro Galileo e il segreto dei Maya, un romanzo che sa di thriller e allo stesso tempo di indagine rivelatrice di segreti storici: con un’accurata ricostruzione, infarcita come vedremo però anche di alcuni filler, Hugony guida il lettore tra indovinelli e un simbolismo misterioso fino alla risoluzione, per niente scontata, del mistero. La storia comunque, per necessità del romanzo come dicevamo prima, si arricchisce di ‘aggiunte storiche’ fini a loro stesse: la passionale storia d’amore tra Vivaldi e Anna Girò, contralto italiano istruito dal prete rosso, per esempio. Di chiara invenzione è anche l’ultima battaglia  che Galileo deve combattere per evitare di essere strozzato da un giovane che brama di conoscere il segreto del matematico. Nulla comunque di così pretestuoso da indurre il lettore a storcere il naso, ovviamente: qui si parla di improvvisazioni creative che non vanno ad inficiare la qualità del thriller, ma che sicuramente distaccano la narrazione dall’essenza del romanzo storico. Una lettura affascinante e intensa che sarà apprezzata da qualsiasi lettore per un libro scritto con passione e con grande conoscenza dell’argomento trattato.

 

 

 

 
 
 
 
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