Gennaio di sangue

Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Glasgow, 1 gennaio 1973. McCoy, poliziotto trentenne con un passato travagliato e con stile di vita non proprio da puritano, è convocato al carcere di Barlinnie per un incontro con un detenuto, Howie Nairn. Il recluso lo informa che l’indomani una persona verrà assassinata, una certa Lorna, cameriera in un ristorante elegante in centro città. Questo è tutto quello che ha da dire, malgrado l’incessante insistere di McCoy, che nutre delle riserve sull’attendibilità della soffiata. Tuttavia, la mattina del 2 gennaio l’agente passa in centro a chiedere ai vari ristoranti dell’esistenza di questa ragazza e nel frattempo viene raggiunto da un novellino, Wattie. Insieme scoprono l’indirizzo di Lorna e si affrettano alla stazione degli autobus, dove attendono impazienti il suo arrivo. Nonostante l’avvertimento di Nairn, si consuma il delitto: Lorna muore, colpita da proiettili sparati dalla pistola di un ragazzo, che subito dopo si suicida. Sul luogo dell’omicidio accorre il superiore di McCoy e Wattie, Murray, affidando al duo le indagini ed intimandogli di andare subito a parlare con Howie Nairn in modo da farlo “cantare”. La coppia si dirige allora a Barlinnie, ma ad attenderla c’è una macabra sorpresa: Nairn è morto assassinato, con la gola aperta da parte a parte…

Deve esserci una spiegazione al fatto che la maggior parte delle volte in cui si presenta il binomio scrittore anglosassone – romanzo noir o poliziesco, il protagonista è un detective ai margini, divorziato o con un matrimonio sull’orlo del collasso e dipendente da alcool e donne. Insomma, una persona che, nonostante sia sul punto di diventare un vero e proprio reietto sociale, riesce in qualche modo a risollevarsi risolvendo il caso. L’ispettore Rebus per Ian Rankin, Micheal Bennet per James Patterson, Adam Dalgliesh per P.D. James, e l’elenco potrebbe andare avanti citando tutti gli scrittori che da circa un secolo hanno contribuito a fissare i cliché hard-boiled nell’immaginario collettivo. A questa lista di nomi – dalla quale dobbiamo a dir la verità escludere Roy Grace, figlio della mente di Peter James – si è aggiunto di recente l’agente McCoy, creazione dello scozzese Alan Parks. Gennaio di sangue è il suo esordio letterario che ad alcuni inesorabili punti deboli - la lentezza iniziale, la scontata caratterizzazione dei personaggi - contrappone un’ambientazione originale (i bassifondi di Glasgow negli anni ’70: un concentrato di droga e prostituzione), ed una cinica descrizione dei giochi di potere presenti all’interno della polizia scozzese, costretta suo malgrado a scendere a patti da un lato con la criminalità organizzata e dall’altro con la politica, pronta a favorire i cittadini più benestanti. Gennaio di sangue è un noir-poliziesco che riflette in pieno tutti gli stereotipi del genere a cui appartiene.

 

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER