Genova misteriosa

Genova misteriosa
La notte Galleria Mazzini è popolata da insoliti e straordinari individui, che camminano, che fumano, che sembrano perdere tempo o cercare riparo dal vento di marzo che soffia spietato e pare voglia portarsi via tutta Genova. Si fanno parole sotto la Galleria, si cerca un passatempo al buio che si espande dal vero cuore di Genova: il centro storico. Così, nonostante il sole del giorno o la vita diurna dei personaggi, veniamo calati in questa città di mare fotografata alla fine dell’ottocento, con un taglio da letteratura del fantastico. Veniamo così presentati al vecchio Storno, che si finge giornalista nonostante il suo vero lavoro sia quello di portare i giornali dalla stamperia alla stazione; Al raccoglitore di cicche Pepita sempre sporco e poco attento alla sua persona; incontriamo la follia innocente di Pinzi che lo spinge a vagabondare la notte e a credere di essere chi non è realmente; e alla Signorina Scarpetta, finita in miseria dopo un passato da signora vanitosa. Con questi personaggi, delle quali il caso intreccia i destini, si apre la narrazione della storia meravigliosa e profondamente umana che non risparmia continue sorprese e sempre nuovi personaggi le cui vite vengono spinte da violente passioni, spesso così terribili da terminare con gesti estremi. Così continuiamo a seguirli convinti ormai di conoscerli quasi fossero i nostri migliori amici, curiosi di come finiranno e di cosa con la loro fine rinascerà. “Il circolo dei Nauseati o “The spleen’s club” era composto da sette membri. Fondato in una notte di allegria da uomini che amavano sovra tutto il nottambulismo e l’ebbrezza, esso aveva uno stemma sociale, nel quale erano raffigurati un teschio e un vaso di empirico con un’iscrizione pornografica, sormontanti uno scudo, entro il quale era una donna nuda che, cinti i fianchi da un salvagente, rigettava in abbondanza del vino”…
Ci sono libri che dopo più di un secolo mantengono intatto il loro fascino e riportano in una realtà credibile alla quale non siamo abituati. Genova misteriosa è uno di questi casi della narrativa e riesce a fare respirare quello che a me piace chiamare “gotico salmastro”, che nasce tra vicoli bui e l’odore di salsedine. Nel centro storico di Genova tutto è possibile, anche la pietà più insolita diventa reale. L’autore Pierangelo Baratono nasce a Roma nel 1880 e la sua carriera di scrittore inizia nel 1900, nella città ligure teatro delle sue narrazioni. Inizia a collaborare con vari giornali e ad occuparsi di critica letteraria sul quotidiano genovese "Il Lavoro". In parallelo prosegue il suo lavoro come funzionario delle poste, posto da impiegato che viveva come una frustrazione. La sua vita personale si svolge soprattutto la notte, sulle tracce dei suoi personaggi. In quegli anni alcune novelle sono su "Il Lavoro" e su altre riviste. Si tratta di scritti che hanno sempre avuto sullo sfondo una Genova oscura con personaggi sono gli emarginati ed infelici. Il Baratono è oggetto di trasferimenti in varie città d’Italia e la sua attività di scrittore viene anche ostacolata dalla Prima Guerra Mondiale. Il romanzo d'appendice Genova misteriosa è comparso per la prima volta su "Il Lavoro" tra il 17 ottobre 1903 e il 16 gennaio 1904, quando i romanzi di appendice sui quotidiani erano firmati da autori come Victor Hugo. 

 

 

 

 
 
 
 
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