Gerusalemme, La Mecca, Roma. Storie di pellegrinaggi e pellegrini

Gerusalemme, La Mecca, Roma. Storie di pellegrinaggi e pellegrini
Attraverso la Palestina, sulla via di Gerusalemme, immerso nel deserto dello Hijaz in direzione della Mecca o alle porte dell’aurea Roma, occhieggiante in mezzo a una campagna inselvatichita, il pellegrino cammina verso la propria meta di purificazione. Vestito di stracci o circondato dalla lussuria, si immette in enormi flussi umani – quasi degli organismi in cammino - tra perigli, attrazioni e distrazioni: incontra così la personale topografia del mondo, che potrà riferire e narrare al ritorno a casa – se ritorno c’è - al tempo della quotidianità così diverso da quello, in certo modo sospeso, del viaggio. La via del pellegrino muta nei secoli, si infoltisce di trame e desideri, si mischia con le vie del commercio e del potere e finisce per corrodersi. L’ingenuità lucente del primo pellegrino, capace di percepire l’epifania, si veste pian piano (e sempre più) di curiosità: ecco lo stacco, ecco i luoghi che diventano reliquia da prelevare e portare a casa, e la ricerca del contatto fisico con i luoghi della religione si declina in tante e varie manifestazioni; ecco gli ardui tentativi per camuffarsi, per poter così narrarne la forma distaccata, all’interno della carovana che come abnorme e variopinta nuvola di polvere attraversa lo Hijaz per giungere alla Mecca, meta proibita per i non musulmani…
Nei racconti dei viaggiatori si delineano i profili mutevoli di Gerusalemme e Roma e il mistero de La Mecca, città silente dieci mesi l’anno, prima e dopo lo Haij. Grande studioso del viaggio e della letteratura ad esso relativa, Attilio Brilli compone, con ricca bibliografia come “compagna di viaggio”, la topografia tripartita del pellegrino e del pellegrinaggio dagli albori al declino, da cui far partire interessanti vettori, ché si può intravedere parte del viaggiatore moderno nel viandante di un tempo (dalla curiosità per i posti nuovi ai souvenir, al brigantaggio e alla irrispettosa sporcizia)! Proprio nella scrittura dei luoghi, infatti, si forma lo sguardo del pellegrino/viandante/viaggiatore in cammino con - e verso - le meraviglie e le aberrazioni umane, l’oscillante rumorio intorno ai luoghi sacri e cardine delle religioni monoteiste. 

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