Gezim

Gezim
Giulia vive in campagna, immersa nel silenzio. Suo marito Carlo la ama distrattamente: ritorna dalla bottega la sera, mangia, si addormenta sul divano e forse non riesce nemmeno ad ascoltare i brevi racconti che lei tenta di fare. Così, la vita trascorre tra foglie che cadono dagli alberi, raccolte ossessivamente perché il giardino non ne sia rovinato, e ricordi rimossi e cacciati indietro dalla noiosa regolarità dei giorni. Una mattina Marta, la figlia di Giulia, chiama la madre e, con una bugia, la convince a raggiungerla a Bologna: le parla di preoccupazione e di traumi, la invita a riprendere in mano l’esistenza e a scuotersi dall’apatia che legge nei suoi occhi. Le parole di Marta risvegliano qualcosa nel cuore di Giulia, che incontra casualmente, mentre ritorna a casa dal marito, un giovane albanese di nome Gezim (“Gioia”). Si innamora di lui e inizia una relazione che la tormenta ma la riempie di emozione, quell’emozione che aveva sepolto sotto cumuli di quieta regolarità senza amore. Un giorno, però, la sua storia d’amore con Gezim viene scoperta e per Giulia inizia il periodo più oscuro della vita...
Il romanzo di Susanna Sarti è il romanzo di una passione: potrebbe essere una delle tante passioni che infiammano la vita di una donna di mezza età, stanca della noia e infiammata da illusioni destinate a cadere. Però. Sarà l’imprevedibilità della vita, sarà quella luce speciale che il nome di Gezim, che significa gioia, e la sua genuina immediatezza risvegliano, la lettura procede con la sensazione che davvero esista qualcosa di nuovo. Uno scossone al pregiudizio, prima di ogni cosa, perché il giovane albanese capace di amore pulito, più pulito di quello degli altri protagonisti del romanzo, restituisce verità a un’umanità avviata verso la più banale delle culture: chi arriva su una nave e cerca lavoro per mantenere il permesso di soggiorno deve necessariamente essere “storto”, o imperfetto, o emarginato. Invece Gezim è la più bella delle figure che agiscono nel teatro dipinto da Susanna Sarti, e la più duratura. Poi. La passione di Giulia, tormentata e sottoposta alle peggiori torture dopo la scoperta della relazione da parte del marito, splende di purezza: la purezza di chi per anni ha saputo mantenersi fedele nonostante l’assenza di amore, di chi ha potuto vivere e riempire di affetto e certezza una figlia nata da un matrimonio tranquillo e senza emozione. Con Gezim continua la serie di romanzi della Collana Declinato al Femminile diretta da Francesca Mazzucato: è un libro da leggere e da portarsi in borsa, perché restituisce il sorriso anche nei punti della storia più crudeli e amari. Perchè crede nell’amore, nonostante tutto.

 

 

 
 
 
 
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