Ghosts

L’estremismo narrativo di Peter Kilrue affascina e inquieta un editor sull’orlo del fallimento… Presenze ectoplasmatiche in un vecchio cinema… L’amicizia tra due bambini, di cui uno gonfiabile… La metamorfosi di Francis Kay: da uomo a locusta gigante… Il peso di chiamarsi Van Helsing… Il rapporto conflittuale tra un padre e un figlio accomunati dalle intemperanze caratteriali… L’incubo di Finney, segregato nella cantina di un killer sadico e spietato… Un passaggio in auto che si trasforma in un incubo per Wyatt… Una bizzarra esposizione museale nasconde macabri segreti… Alberi fantasma… Le vicende del povero, disgraziato Killian, alla ricerca di un posto nel mondo… Incroci sentimentali sul set del film Zombi tra il comico Bobby Conroy e Harriet, la sua vecchia fiamma dei tempi del liceo… Alla caccia di un’identità perduta… Un delicato rapporto tra fratelli… Una macchina da scrivere appartenuta a uno scrittore defunto si anima e inventa storie automaticamente…

In questa raccolta di racconti, alcuni inediti altri già pubblicati su riviste specializzate, Joe Hill spazia attraverso i generi e i sotto generi letterari, tratteggiando bozzetti ora molto efficaci (come in Best New Horror, allegoria sul mestiere dello scrivere che non avrebbe assolutamente sfigurato in un’antologia di papà Stephen King) ora meno (la parafrasi kafkiana de Il canto della locusta è stata talmente abusata da esser divenuta stereotipo), ma sempre mantenendo alto il livello di attenzione del lettore. Nonostante il titolo, le storie prettamente ectoplasmatiche sono poche (da segnalare per brillantezza e respiro nostalgico Un fantasma del Ventesimo secolo) e, pur trovandoci a camminare sul sentiero del fantastico e dell’inverosimile, non possiamo non scorgere dinamiche realistiche, per non dire reali. A rappresentare il collante narrativo di questa raccolta molto eterogenea sono i protagonisti, quasi sempre adolescenti o giovani adulti alle prese con le dinamiche tipiche della loro età, dal rapporto burrascoso con i propri genitori alle piccole tensioni consumate tra una scazzottata e qualche insulto tra i banchi di scuola. Il lavoro di Hill è pulito, qua e là graffiante ma mai particolarmente incisivo, segno che la maturazione di questo autore, almeno per quanto concerne i racconti, è ancora in corso.



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