Giorni di luglio

Giorni di luglio
Il giovane Paul Abderegg ha scelto l’ombra del vecchio faggio per ritagliarsi uno spazio di calma e solitudine, per potersi dedicare finalmente alla lettura e scoprire che fine avrebbe fatto Frithjof una volta preso il mare. L’estate è nel suo fulgore e anche nel giardino di Villa Erlenhof la frescura sembra distante. Paul se ne sta lì, nell’immenso giardino rigoglioso: la sua quotidianità fatta di studio e di momenti musicali condivisi con il padre al pianoforte sta per essere stravolta dall’arrivo di alcuni ospiti che trascorreranno alla villa qualche giorno di vacanza. L’idea non gli sorride, ma non può certo immaginare che quei tre estranei cambieranno profondamente la sua vita. Un professore, amico intimo del padre, si rivela un uomo di profonda intelligenza mentre Berta e la signorina Thusnelde saranno fonte di irrecuperabile turbamento interiore…
Il titolo originale di questo breve romanzo è Heumond, una parola arcaica composta da heu che significa fieno e mond che significa luna, ad indicare il momento della fienagione, ovvero luglio. La natura rigogliosa e il momento dell’anno altro non sono che lo specchio del giovane protagonista, che per la prima volta viene percorso dal turbamento amoroso. Un incessante dialogo interiore e uno scambio di messaggi fatti di piccoli gesti e parole non dette diventano l’alfabeto invisibile di un cambiamento impetuoso che lo sovrasta, difficile da contenere e anche solo da esprimere. Un racconto perfetto, scritto con una prosa sublime, che non lascia niente al caso, capace di impressionare la mente del lettore come una lastra fotografica sulla quale si fissano luci, odori e suoni di un torrido luglio assai distante nel tempo.

 

 

 

 
 
 
 
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