Giorni luminosi

Giorni luminosi
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Theo non può più restare nel campo, vuole tornare a casa sua, in Austria. La seconda grande guerra è terminata, perché rimanere lì? In mezzo a estranei con cui condivide solo lo sradicamento e l’essere dei sopravvissuti, alla guerra, alle persecuzioni, ai nazisti. Solo e senza farne parola con nessuno, si mette in viaggio alla volta della sua città natale. Il suo pensiero guida è Etty, sua madre. Mentre cammina solo per i boschi, di buon passo e sfruttando tutte le vettovaglie abbandonate da vincitori e vinti, è il pensiero di lei che più prepotente affiora. Una donna di straordinaria bellezza, amante della musica sacra più che delle preghiere ebraiche che la sua tradizione le avrebbe imposto. Una donna enigmatica, sensibile, facile preda del pianto così come dell’entusiasmo per una giornata di sole. Lei, che portava Theo in visita a tutte le chiese cristiane, suscitando una timida riprovazione da parte del marito Martin, che per il figlio avrebbe preferito una vita più inquadrata, ordinaria. Col padre, del resto, Theo non era mai riuscito a costruire una relazione autentica, forse per via dell’ingombrante figura materna. Eppure un incontro fortuito lungo il cammino costringe Theo a rileggere il proprio passato: in una baracca incontra Madeleine, sfollata come lui, che di Martin è stata innamorata per tutta la vita. Chi è questa donna, cosa sa di Martin, della sua famiglia? Come può il suo amore per Martin sopravvivere ancora?

La guerra, le persecuzioni, l’ebraismo, il bisogno di tornare alle radici, la famiglia. Nel romanzo s’intrecciano molti temi, senza che avvengano azioni straordinarie. Il viaggio di Theo è il viaggio del sopravvissuto che, passata la violenza, tenta di recuperare un rapporto autentico con l’esistenza. Da dove partire? Dalla casa dell’infanzia, da quello che c’era prima, prima della distruzione e dello sconquasso. Nel viaggio di ritorno verso la casa, il protagonista incontra alcuni – pochi – altri personaggi, ciascuno portatore di un pezzo di vita: l’incontro topico è con Madeleine, innamorata del padre di Theo, che gli apre uno spaccato di vita inatteso e lo porta a rivalutare l’immagine che ha del padre. Ci sono poi altri campi, con altri sopravvissuti come lui che riversano sui collaborazionisti le stesse violenze che in prigionia hanno subito. C’è la donna, senza più casa né famiglia, che cucina per tutti quelli che passano, la cui unica ragione di vita è restituire, col cibo, un poco di normalità a chi trova sul suo cammino. La vita dopo la distruzione, questo è l’angolo visuale di questo romanzo in cui una volta in più siamo interrogati sul tema della guerra, della vita e della morte. Con questa prospettiva nuova, che la fine delle ostilità non equivale al ritorno alla vita che è, al contrario, un processo lungo, doloroso e personale in cui l’unica bussola è la forza dei legami umani.



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