Giorno d’estate

Giorno d’estate
Una bambina sogna il giorno del suo compleanno oramai vicino, giocando in una natura bella e rigogliosa. Un nonno patriarca condiziona la vita della famiglia e crea una atmosfera a dir poco affettata, gonfia di un perbenismo soffocante. Un matrimonio in crisi: un marito in cerca di stimoli e libertà e una moglie che, forse non per propria colpa, non è in grado di coltivare l 'amore coniugale. Uno spaccato di vita borghese, ricca di convenzioni, di regole e di consuetudini da seguire...
Una Némirovsky ancora una volta grado di fare intuire al lettore con grande maestria la fine del racconto, senza però esplicitarla. Sono solo tre gli episodi descritti nel racconto breve e tra uno e l'altro il passaggio è brusco, ma lo stile inconfondibile. Il clima che regna in queste poche pagine è quello della società in cui ha vissuto l'autrice stessa e la chiave di lettura è data dalla biografia della scrittrice, vissuta in una medio-borghesia tiranna che non lascia scampo alle scelte e ai ripensamenti. Questo romanzo breve è uscito nel 1935 su un'autorevole rivista francese, quindi venne pubblicato proprio in quella Francia che negò la cittadinanza alla Némirovsky, impedendole così di salvarsi dalla sua tragica morte nel campo di concentramento. L'infanzia della autrice fu sofferente: bambina trascurata e contemporaneamente viziata, la sua unica gioia risiedeva nella passione per la letteratura e per la scrittura, che la dittatura Nazista e l'Olocausto sono, solo in parte, riusciti a strapparle e a negarle.

 

 

 

 
 
 
 
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