Gioventù dorata

Gioventù dorata
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Léon, Jeanne, Jean-Baptiste. Cosa hanno in comune questi giovani, che attraversano la Storia della Francia, dalla Belle Époque al primo conflitto mondiale? Il primo è uno scrittore, piuttosto mediocre; la seconda un’ereditiera, algida e incapace di amare; il terzo un medico per emulazione e un esploratore polare per vocazione. Fin qui, nulla che salti all’occhio. Ma se prestiamo attenzione ai cognomi, tutto cambia: Daudet, Hugo, Charcot. Il trio rivendica lignaggi illustri. Leon è infatti il figlio del celebre romanziere Alphonse Daudet, mentre Jeanne è l’amatissima nipote di Victor Hugo, ovvero la “coscienza di una Nazione”, infine Jean-Baptiste è il secondogenito del luminare neurologo e mentore di Freud Jean-Martin Charcot. Tre immensi (e ingombranti) personaggi della Francia dell’Ottocento, ai quali gli imberbi rampolli guardano con ammirazione, durante un’infanzia agiata e sfarzosa, trascorsa all’insegna delle speranze, della letteratura, del progresso, delle menti eccelse. Léon, Jeanne, Jean-Baptiste si incontrano allora, negli anni verdi, e diventano inseparabili. Il sopraggiungere dell’età adulta, la perdita dei genitori, la guerra creano però in ciascuno una crepa insanabile, che si fa sempre più profonda. Gli amici si perdono, senza più riferimenti e soprattutto vuotati degli ideali che li avevano formati: è la fine di un’era di promesse, l’inizio della durezza delle disillusioni…
Gioventù dorata è una fotografia di gruppo perfettamente riuscita, una biografia romanzata o un romanzo biografico – meglio: una pluri-biografia storica - che si scorre con voracità, grazie al pregio di una scrittura particolarmente raffinata. Il famoso critico Harold Bloom ha affermato, forse eccedendo in entusiasmo, che il libro si “legge come un romanzo di Balzac”. L’autrice Kate Cambor, al suo esordio con questa imponente prova letteraria, è una storica americana. Questa sua peculiarità rende merito al testo, ricco di aneddoti, punti di vista, prospettive, visioni costruiti secondo il codice della verità e dell’esattezza storiche, pur non rinunciando al coinvolgimento emotivo di una sapiente narratività. L’intreccio delle vite dei tre protagonisti ci addentra nelle vicende degli amori, delle avventure, dei drammi che hanno connotato la loro cronologia, rendendoci partecipi delle loro personali speranze e sconfitte. Da un lato ci appare il passato magnificente e ricolmo di sogni, quel passato ben rappresentato dalle voci immortali di Hugo, Zola, Turgenev, Goncourt, Flaubert. Dall’altro ci assale il presente desolato, confuso e contraddittorio che la bravissima Cambor riesce a rendere dipingendo il ritratto di una generazione scardinata dagli eventi, irrimediabilmente folle, abbandonata e destinata a fallire. Un libro importante, non solo per entrare nella Storia con curiosità e passione; non solo per meditare i legami famigliari, le luci e le ombre dei retaggi che ognuno di noi, nel suo piccolo o nel suo grande si porta impressi nel DNA. Gioventù dorata è, incredibilmente, un racconto attuale, che la dice lunga sulla crisi che i figli di questa epoca stanno respirando, negati di aspirazioni, lasciati orfani dai loro Padri, precipitati nel baratro dell’incultura e nella vergogna del peggior giornalismo. 

 

 

 

 
 
 
 
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