Giuseppe Borsalino

Giuseppe Borsalino

È un forte timore di non essere all’altezza quello che Giuseppe Borsalino sente dentro di sé al risveglio, in quella stanza presa in affitto nella squallida pensione sul porto di Marsiglia che odora di mare e risuona delle voci dei pescatori che rientrano dopo una notte di pesca. Diventare un bravo cappellaio, il suo sogno di sempre, comporta sfide di livello altissimo e Giuseppe è da solo, senza alcun supporto anche solo morale. Sente una forte nostalgia dei suoi cari, la mamma, Lazzaro, Delfina... Sopra il comodino c’è appoggiato un cappello grigio. Lo afferra: è il primo che ha realizzato con le sue mani. Ha ancora molto da imparare, è vero, ma può farcela, come gli hanno detto i tanti presso i quali ha fatto pratica. Si rincuora, si guarda intorno, si sente un po’ meno estraneo e un po’ meno solo. Ha invece una gran voglia di cominciare, di mettere subito in pratica le sue aspirazioni, la sua passione, il desiderio di fare qualcosa di grande. E’ consapevole che non sarà facile, che arriveranno anche giorni difficili, fatti di infinito impegno e tanti sacrifici, ma sa anche che coraggio, perseveranza e duro lavoro lo porteranno a diventare un grande cappellaio con un opificio tutto suo che gli permetterà di migliorare la sua qualità di vita e quella dei suoi familiari. Deve semplicemente continuare a crederci, a credere in se stesso e nelle sue capacità. “Porterò ovunque bellezza ed eleganza” si dichiara e così dicendo calza il suo cappello ed esce per affrontare il mondo...

Ritrovare le storie imprenditoriali che hanno fatto grande l’Italia è sempre un’emozione. “Borsalino”, azienda recentemente salvata dal baratro, ha rappresentato per oltre un secolo e mezzo la capacità tutta italiana di creare uno stile unico, simbolo di quel saper fare che ha portato gli italiani ad essere famosi nel mondo. E come per tutte o quasi le storie imprenditoriali che hanno fatto epoca nel nostro Paese, anche quella di Giuseppe Borsalino è cominciata dalla massima povertà, ma anche da capacità concrete che poi hanno portato la griffe a primeggiare ovunque. Ed è importante conoscere cosa c’è dietro un marchio, in termini di impegno, sudore, sconfitte, ma anche successi incredibili. È importante perché sono storie che costituiscono un esempio, una spinta a non mollare mai, a mettercela tutta, inseguendo i propri sogni con decisione, sapendo che niente è facile e non lo è mai stato per nessuno, perché nulla viene regalato nella vita. In questo senso l’impresa di Giuseppe Borsalino non soltanto racconta una storia che ha percorso trasversalmente momenti storici importanti del nostro Paese, antecedenti l’Unità d’Italia, ma che è entrata nel cinema, che è “finita sulle teste” di tutto il mondo che conta, dai politici alle teste coronate, agli attori, ed è in qualche modo anche la storia degli italiani che hanno dato lustro con capacità non comuni. Non viene tralasciato nessun particolare, a partire dall’inquietudine adolescenziale di Borsalino, alla sua esperienza che da bambino lo ha portato a vedere cosa succedeva in fabbrica, lo sfruttamento delle donne e dei bambini quando un “padrone” desidera solo far soldi e a mettere in pratica tutto quello che ha imparato.



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