Gli adepti

Gli adepti
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Nei boschi di Oslo, in Norvegia, si è insediata un comunità cristiana. Una comunità schiva e molto chiusa. Si fanno chiamare La luce di Dio. Ne fa parte la figlia di una esponente importante del Partito cristiano, in corsa per le elezioni. Nonostante l’ambiente chiuso e circospetto, la Luce di Dio non perde occasione per arrivare allo scontro frontale e violento con la comunità musulmana. È per questo che quando subisce un efferato attentato nel cuore del suo fortino durante il quale muore, freddato nella sua camera da letto, anche uno dei tre predicatori, padri spirituali e benefattori materiali della setta i sospetti degli investigatori si orientano subito verso l’intolleranza religiosa. Per Fredrick Beier, ispettore della polizia di Oslo, la cosa appare subito chiara. Sembra un caso di facile risoluzione se gli indizi non portassero da tutta un’altra parte, se la figlia della politica in campagna elettorale non sparisse e se le indagini non si indirizzassero su un piano diverso e ad un livello di profondità inimmaginabile. Alla ricerca di superstiti, i poliziotti trovano uno scantinato costruito come un rifugio antiatomico che ha tutta l’aria di essere un laboratorio chimico. Cosa se ne fa una comunità religiosa di un laboratorio chimico? È facile per Beier e per la sua collega Kafa Iqbal intuire che l’attentato va al di là del semplice scontro di religione. In gioco c’è ben altro che l’affermazione di un credo: ci sono dinamiche molto, molto più delicate e complesse che attentano all’equilibrio internazionale attraverso la temutissima arma della guerra batteriologica. Tra cecchini spietati ed un gioco sfiancante del gatto col topo nel quale le spie tramano nell’ombra e gli indizi vanno ricercati addirittura indietro nel tempo, nell’eugenetica nazista, Beier e Iqbal devono mettere insieme i pezzi di un puzzle complesso. Un rompicapo nel quale perdere la vita è la più logica ed elementare delle conseguenze…

Quello firmato da Ingar Johnsrud in Norvegia si è subito affermato come un caso letterario sulla scia dei grandi maestri del thriller nordico. Non si stenta a crederlo: la qualità è tanta e il finale aperto la raddoppia. Una costruzione narrativa serrata, piena di colpi di scena e popolata da personaggi torbidi dalla moralità abietta. Nella trama, complessa e stratificata, si intrecciano tematiche di spessore dall’intolleranza religiosa, al conflitto tra dogmi al terrorismo internazionale allo spettro della guerra batteriologica, spauracchio trasversale per la stabilità internazionale. Si toccano i nervi scoperti delle attività governative pilotate sottobanco; si lambisce il mondo dei contractor e dei sicari a chiamata; ci si tuffa indietro nella storia agli studi sulla razza condotta dai nazisti ed agli esperimenti condotti su cavie umane per stabilire un delirante ordine gerarchico di intelligenza e resistenza alle malattie. Nel gioco sottile di nervi tra cacciatore e preda si delineano personalità molto forti che siano quelle degli ispettori - ciascuno eroso interiormente dai propri spettri e dal proprio passato - che degli assassini - uomini duri e bruti, votati alla violenza cieca, macchine perfette di un ingranaggio molto più grande di loro - che degli adepti stessi della Luce di Dio - perfettamente suddivisi tra sprovveduti che si affidano ciecamente alle parole dei predicatori e questi ultimi, spietati calcolatori ed imbonitori dell’ultimo giorno. Nonostante la mole e nonostante l’intricato ordito Gli adepti riesce a calamitare per ore l’attenzione del lettore e lo lascia inchiodato alla sedia sulla quale si è seduto, magari solo per una pausa di cinque minuti. Significa che la trama funziona, che la narrazione ha fatto centro, che la storia vale il tempo trascorso a leggerla.



 

 

 

 
 
 
 

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