Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro

Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro

Schegge autobiografiche dove prevalgono impressioni di vita e puntuali osservazioni politiche, sublimazioni del pensiero filosofico e pregnanti suggestioni artistiche. Riflessioni acute e approfondite, che costituiscono il frutto di un’intensa attività critica capace d’inoltrarsi negli spazi aperti del sapere umano, di un attraversamento in punta di penna, ma non solo, di larga parte dal mondo della cultura, fino a coglierne gli aspetti più diversi. La rievocazione della vicenda umana e artistica di Germaine Tillion, Raymond Aron e Edward Said. Il tributo all’opera di Roman Jakobson e di Michail Bachtin. La rivisitazione storica del salvataggio degli ebrei bulgari, degli anni della dittatura sovietica e della figura di Stalin, ricostruita attraverso il diario di Georgi Dimitrov, il dirigente più in vista del Partito Comunista bulgaro durante la prima metà del secolo scorso. Un prezioso saggio sulla scoperta dell’America, una suggestiva rilettura della commedia umana di La Rochefoucauld. Un illuminante studio su Mozart e l’età dei lumi, su politica e religione in Benjamin Constant, amore ed egotismo in Stendhal. Il testamento di Primo Levi, la speranza di Samuel Beckett, fino a chiudere con un accurato profilo di Goethe…  
Fra gli intellettuali del nostro tempo, il bulgaro Tzvetan Todorov – espatriato in Francia negli anni Sessanta, dove tutt’ora vive e dirige il Centro Nazionale di Ricerca Scientifica di Parigi - è tra coloro che più duramente hanno lottato contro i demoni della storia in favore di una strenua e appassionata rivendicazione di un territorio dove poter ancora coltivare, nell’assordante silenzio di una società snaturata e di bassa cultura, la pianta ormai rara dell’umanesimo. Maestro insuperabile di saggismo e pensatore asistematico, da sempre testimone di una fede incrollabile nella forza positiva della cultura, Tzvetan Todorov ha raccolto in questo denso volume di oltre cinquecento pagine alcuni tra i suoi contributi critici più autorevoli composti tra il 1983 e il 2008. E ha realizzato un testo che, pur senza battere i percorsi irti e tortuosi che la saggistica spesso impone, ma abbandonandosi con naturalezza al fascino delle suggestioni culturali, costituisce un’esperienza avvincente, sia per l’interesse dei temi affrontati, sia per un modo di argomentare che cattura il lettore e lo trascina con sé con implacabile eleganza, fornendo preziosi spunti e stimolanti chiavi interpretative. A testimonianza di un’eccezionale vivacità e di un costante impegno intellettuale che mira, da sempre a seminare più dubbi che non a consegnare certezze. 

 

 

 

 
 
 
 
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