Gli angeli dei libri di Daraya

Gli angeli dei libri di Daraya
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Un caso fortuito fa arrivare sotto gli occhi di una giornalista una foto che ritrae due uomini in una sorta di libreria. Nulla di strano, se non fosse che la foto viene dal gruppo Human of Syria e che i due soggetti si trovano, per l’appunto, in Siria sotto le bombe di Assad. Dopo un giro di ricerche, Delphine entra finalmente in contatto con uno dei due uomini della foto. Tra connessioni fatiscenti e sprazzi di libertà rubati alle bombe, Ahmad si presenta finalmente dall’altro lato dello schermo e racconta la sua storia. È l’autunno del 2015 e ormai da 3 anni il sobborgo di Daraya, non lontano da Damasco, è vittima di raid sistematici. Un piano folle mira evidentemente a radere al suolo la cittadina, portandosi dietro le migliaia di persone che ci vivono. Perché tutto questo accanimento? Perché la piccola Daraya, già tempo addietro, aveva osato mostrare una faccia diversa, non asservita alla dittatura ma neppure pronta ad asservirsi all’altra fazione delle armi dei terroristi. Una vera enclave di resistenza pacifica. Colmo dell’opposizione, il progetto della biblioteca, una vera gemma nel panorama fatiscente della città. Ahmad infatti, con alcuni amici, raccoglie sotto le macerie i libri abbandonati dagli abitanti in fuga. Li puliscono e li raccolgono gelosamente in un locale, sopravvissuto ai bombardamenti, adibito a vera e propria biblioteca. Uno schiaffo a un oppressore che vuole il suo popolo prono e privo di qualsiasi spirito critico…

Una storia vera e drammatica. La guerra sempre lo è ma quando è perfino una guerra civile, sfocia nella tragedia. Così Daraya, sobborgo di Damasco, per 4 infiniti anni resiste ai bombardamenti incessanti dell’esercito di Assad, fino poi a capitolare, stremata dalla fame. Eppure anche figli sono nati in mezzo a quelle macerie, la vita ha tentato con ogni mezzo di resistere, nonostante l’assedio e i barili bomba. Senza corrente, cibo, acqua, generi di prima necessità, un manipolo di resistenti pacifici salva dalla distruzione e dall’oblio i libri dispersi tra gli edifici abbandonati. Di quella cultura, di quelle idee, nulla deve andare disperso, tutto viene rimesso con dedizione a disposizione della comunità. Una testimonianza potente di vite straordinarie, che trovano nella dimensione della lettura e del dibattito, nella forza salvifica delle parole, la vera arma da imbracciare per resistere. Terribile lo scenario di questa Siria così attuale, che da un lato bombarda fino a radere al suolo e dall’altro garantisce sicurezza e protezione. La differenza? L’obbedienza cieca, l’asservimento. Nitido e doloroso lo spaccato politico che emerge da queste pagine, sempre senza invettiva e con toni misurati, dove i pacifisti sono stretti dalla violenza del regime da un lato e del terrorismo dall’altro. Una storia dolorosa e vera che apre gli occhi su un disastro che avviene a pochi passi da noi, troppo spesso taciuta e bloccata, nelle sue possibili soluzioni, dai troppi interessi politici che per nulla si interessano delle vite umane.



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