Gli illegali

Gli illegali

Per volere dei pezzi grossi di Roma, Renzo Bruni trasloca con la sua squadra da Foggia a Napoli per indagare sulla morte dell’ex prefetto, ormai in pensione, Raffaele Esposito, uomo in vista e dal passato non tanto cristallino. Renzo si scontra più di una volta con il suo avvocato, Manuel Capone, viscido faccendiere della malavita, cocainomane, in cerca di riscatto e soldi per curare la figlia Rosdiana, a cui sono rimasti pochi giorni di vita. Manuel ha tutte le carte per essere un fallito, però è anche una persona intelligente ed intraprendente, per questo ingaggia una corsa contro il tempo e contro la legge pur di raggiungere il suo obiettivo. E mette il suo zampino per depistare le indagini, trovare notorietà ed infangare il buon nome della polizia, portando tutto su un piano strettamente personale. In questa lotta dove sono ammessi tutti i tipi di copi proibiti, c’è infatti anche chi si dà da fare per screditare passato e presente di Renzo Bruni. Forse per questo la cosa gli puzza di più, forse per questo è necessario andare fino in fondo e senza nessuno sconto. Un brutto colpo alla stabilità del poliziotto, che si sente accerchiato e quasi preso in trappola. Ma uno con la sua integrità morale non si arrende facilmente. E poi c’è la squadra che lavora compatta e sostiene Bruni: la collaborazione con i colleghi napoletani ed il procuratore sono determinanti. Con queste premesse, nonostante le mille difficoltà, Bruni non può fallire...

Romanzo molto intricato, calato fin dalla prima pagina in un’atmosfera da thriller noir: la prima scena mette insieme una notte attraversata da una furiosa pioggia, una Porsche parcheggiata con due loschi individui che si stanno organizzando, un omicidio brutale e sconvolgente. Piernicola Silvis continua la narrazione delle avventure di Bruni e della SCO, la squadra specializzata nelle indagini impossibili, come quelle del serial killer Teddy, protagonista del romanzo Formicae, che pure torna sullo sfondo di questa avventura campana. In questa nuova storia il protagonista Bruni non è solo alle prese con un altro omicidio ed un altro caso, ma anche con i suoi demoni interiori: la separazione dalla moglie, la passione per la giovane collega, ammiccamenti e confessioni, frustrazioni e ripensamenti. Silvis, da buon ex alto dirigente della Polizia di Stato, ci introduce in una macchina burocratica e politica complessa, a volte inspiegabile dall’esterno per mostrarci come la linearità fra verità e giustizia segua percorsi molto più tortuosi e accidentati, perché di fondo sono tracciati da persone in carne ed ossa, con le loro debolezze e la loro umanità. L’occhio di Silvis non indulge mai alla compassione, né giudica o condanna, però traspare netta la distanza fra ciò che è male e ciò che è bene. Così come è affilata e tagliente l’analisi degli uomini e delle donne che agiscono nella loro solitudine corale. E poi è scritto dannatamente bene.



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