Gli imperatori romani

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Fu Ottaviano Augusto, nipote e figlio adottivo di Giulio Cesare, dopo aver sconfitto i capi della congiura che aveva portato all’assassinio del condottiero e dittatore romano Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino assieme agli altri due membri del triumvirato designato dal Senato per gestire la crisi, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido, e dopo aver vinto la guerra civile scatenatasi dopo qualche anno sconfiggendo il rivale Marco Antonio nella epocale battaglia navale di Azio (31 a.C.) e infine dopo aver relegato Lepido al solo ruolo di Pontefice massimo, ad inaugurare l’era imperiale di Roma. Il principato di Augusto, che si presentava paradossalmente come il restauratore delle istituzioni della ormai vecchia e logora Res publica mentre ne sanciva la fine, fu incardinato sulla cosiddetta Pax romana, la pacificazione dell’enorme territorio controllato da Roma dopo anni di sanguinose guerre civili. Furono anni di forte sviluppo economico e urbanistico (tanto che lo stesso Ottaviano si vantò più volte di aver trovato una Roma fatta di mattoni e che l’avrebbe lasciata fatta di marmi) e di coesione sociale che crearono un consenso quasi unanime al regime imperiale, che ebbe così modo di assestarsi e perpetuarsi per secoli, pur con alterne vicende, fino alla fine dell’Impero romano, che per convenzione si fa risalire al 476 d.C., anno della deposizione di Romolo Augustolo ad opera del re barbaro Odoacre…

Livio Zerbini, che insegna Storia romana e Storia antica all’Università degli studi di Ferrara e dirige il LAD (Laboratorio di studi e ricerche sulle Antiche province Danubiane) in Georgia, l’antica Colchide, ci presenta in rassegna più di sessanta imperatori – il conteggio esatto non è affatto semplice tra coreggenze, congiure e tetrarchie) – per ognuno dei quali abbiamo una breve scheda biografica. Il tutto è preceduto da una introduzione di una trentina di pagine di carattere più generale (ma incomprensibilmente non del tutto generale, dato che vengono anticipati cenni sul regno di Ottaviano Augusto e di altri imperatori che sarebbe stato meglio eliminare dal testo, forse nato per atri scopi e solo in seguito aggiunto ai profili dei vari sovrani romani) e soprattutto è arricchito da un apparato iconografico molto ricco e gradevole malgrado il bianco e nero, che rappresenta forse la vera forza del volume. Gli imperatori romani è comunque un sintetico compendio molto adatto a chi si avvicina per la prima volta o quasi a questa parte della storia di Roma antica, per esempio a dei lettori adolescenti. Linguaggio semplice, chiarezza, sintesi: il resto lo fanno le vite dei Cesari, avvincenti e terribili.



 

 

 
 
 
 

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