Gli incendiati

Gli incendiati
C’è un uomo che non sappiamo chi è. Non conosceremo mai il suo nome né sapremo il suo lavoro. Ci arrivano, però, certi piccoli segnali, certe sorprendenti situazioni che ci permettono di collocare l’uomo in uno di quei contesti lavorativi poco raccomandabili: forse un killer, forse un agente segreto, forse entrambe le cose o forse qualcosa di ancora peggiore. Ma questo non ha alcuna importanza. Ciò che conta è sapere che l’uomo è disperato. Solo e disilluso, uscito di strada, deragliato. Intontito dalla scoperta della catastrofe della sua vita. Dopo l’ennesima notte insonne, una mattina d’estate l’uomo raccoglie alla rinfusa un po’ delle sue cose e si mette in viaggio. Finisce molti chilometri lontano da casa, in una località di mare. Affitta una camera d’albergo e cerca luoghi isolati dove poter fare il bagno. Osserva i turisti dalla distanza siderale della sua solitudine. Intanto qua e là, sulle colline lungo la costa, come un monito, come un preludio a qualcosa di sinistro, si scorgono piccoli fuochi, innocui principi di incendio subito domati. Almeno fino alla notte fatale, quando tutti gli ospiti dell’albergo sono costretti d’improvviso a fuggire verso il mare, minacciati dal fuoco ormai indomabile. Qui avviene l’incontro che cambierà la sorte dell’uomo. Una donna bellissima, dall’accento straniero, di fronte alla costa in fiamme, gli si avvicina e gli sussurra: “Guarda… ho incendiato il mondo per te. Vuoi bruciare con me?” La storia d’amore più sconvolgente della letteratura italiana è appena cominciata...
“Non vi è mai successo di incontrare una persona sconosciuta, in un momento della vita in cui non eravate più presenti a voi stessi, non combaciavate più con voi stessi, e di provare per lei uno sconvolgente senso di vicinanza e fusione, come se per un istante si fosse aperta non si sa dove una fessura che vi ha mostrato una realtà del tutto diversa, che avevate sotto gli occhi ma che non riuscivate a vedere fino a un momento prima?”. Per quasi metà del romanzo l’uomo andrà alla ricerca disperata di questa donna misteriosa, materializzatasi tra le fiamme e subito scomparsa. Dopo che l’avrà trovata e sarà da lei salvato, dovrà a sua volta liberarla dall’uomo che la tiene come schiava… Un romanzo di violenza ed erotismo, visionario come un film di David Lynch, scritto con l’irruenza del Pasolini più critico e il gusto affabulatorio del Calvino più ispirato. Un romanzo che, a un certo punto, vi sottrarrà – letteralmente – il pavimento da sotto i piedi e ribalterà la struttura narrativa, proiettandovi in una realtà percettiva nuova e inaspettata. Una storia che comincia narrando una vita che sembra morte e finisce con dei morti assetati di vita. Antonio Moresco è uno degli scrittori più controversi della nostra letteratura, autore di libri importanti come Gli esordi e Canti del caos. E proprio da una scintilla dei Canti del caos sembra sia nato questo romanzo, considerato breve – nonostante le 182 pagine di lunghezza – vista la mole delle precedenti opere di Moresco. Un libro che mette in scena una febbrile denuncia del mondo contemporaneo, la sua fine, quasi. Ma anche una indimenticabile storia d’amore fra due anime disperate che si cercano, si trovano e bruciano insieme. Ai lettori rimarranno impresse nell’iride scie lucenti di fuoco e oro, ma anche – e soprattutto – pagine di grande letteratura.

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