Gli inganni di Locke Lamora

Gli inganni di Locke Lamora
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La splendida Camorr riposa su una moltitudine di piccole isolette divise da canali e unite da ponti e palazzi. Alcuni dei suoi maestosi monumenti - tra tutti le cinque torri di cristallo che dominano lo skyline – e in realtà la città stessa - sono le vestigia di una ignota civiltà pre-umana della quale nulla sappiamo. Ma dietro allo splendore e alla bellezza si nascondono putridume e violenza. Al culmine della lunga estate dell'anno 77esimo di Sendovani, dopo che un'epidemia di Sussurro Nero ha falciato la popolazione senza pietà, il Forgialadri fa una visita a un sinistro sacerdote del culto di Perelandro, tale Senzocchi, allo scopo di vendergli un ragazzino orfano di nome Locke Lamora, che nella sua brevissima carriera di ladro – nonostante l'abilità quasi prodigiosa – è riuscito a combinare guai davvero grossi, inimicandosi prima la Guardia cittadina poi persino Capa Barsavi, boss numero 1 della malavita di Camorr. Divenuto quindi un iniziato di Perelandro, Locke conosce quelli che saranno i suoi compagni di malefatte, i Bastardi Galantuomini: i gemelli Calo e Galdo Sanza, il piccolo Cimice, Jean Tannen e la bella Sabetha. Il gruppo – fidando nella mostruosa abilità nei travestimenti di Locke - architetta una complessa truffa ai danni del mercante Lorenzo Salvara. Ma una misteriosa figura nota come Re Grigio intanto sembra aver scatenato una guerra senza pietà a colpi di coltello e magia contro Capa Barsavi: è una guerra nella quale i Bastardi Galantuomini non vorrebbero essere coinvolti, ma anche per loro ci sarà da pagare un tributo di sangue...
Un'ambientazione che ricorda Il mercante di Venezia di Shakespeare con una spruzzata di Roma dei Borgia, ma virata in salsa fantascientifica tenendo bene a mente la lezione del maestro Jack Vance: ecco lo sfondo sul quale il giovane Scott Lynch, copywriter e cuoco di fast-food del Minnesota, ha deciso di dipingere le avventure rocambolesche del suo 'principe dei ladri'. Qualcuno ha scritto che il romanzo ha il ritmo scanzonato dei classici cappa & spada starring Errol Flynn, e non ha tutti i torti: la scrittura barocca e scintillante non lascia tregua al lettore nemmeno le parole fossero un'orda di spadaccini incalzanti, e su tutto aleggia uno humour puntuto che stempera a meraviglia l'elemento fantasy rendendo capace per una volta di non prendersi troppo sul serio. Il plot è ricco di punti interrogativi non da poco che immaginiamo verranno chiariti nel corso della saga (uno per tutti, l'origine di Camorr), ma il libro è uno dei migliori nel suo genere degli ultimi anni: non a caso la Warner Bros ha messo al lavoro sulla sceneggiatura del film da trarre dal romanzo i fratelli Ken e Dan Hageman. Ah, dimenticavo: Gli inganni di Locke Lamora è solo il primo capitolo di un saga che probabilmente si articolerà in sette romanzi. Tranquilli.

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