Gli invincibili

Gli invincibili
Prima di superare la porta d’ingresso della scuola, mio figlio si è girato e mi ha salutato con la mano colorata di azzurro. Io ero oltre la cancellata, perso in mezzo a una ressa di genitori che spingevano per farsi largo coi telefonini in mano. Mi pareva di abbandonarlo. Avrei voluto entrare e rassicurarlo ma potevo solo guardarlo mentre gli altri bambini sciamavano intorno, lo spintonavano e correvano dentro. «Stai calmo», mi ripetevo. Ho cercato di nascondere l’ansia. Ho sorriso. L’ho salutato anch’io con la mano. «Stai tranquillo, papà, – mi aveva detto prima di entrare, mentre facevamo una passeggiata perché troppo in anticipo – non c’è niente di cui preoccuparsi»…
Romanzo delicato e, pur nella sua brevità, intenso, Gli invincibili di Marco Franzoso è la storia, bella perché possibile, di un padre e di un figlio appena nato, costretti a vivere e crescere insieme senza la preziosa presenza di una madre. Con stile semplice, diaristico, quasi confidenziale, l'autore racconta i grandi e piccoli problemi della paternità, i primi bagnetti, gli odori pestilenziali, le nottate in bianco, ma anche i pericoli delle malattie e della morte, il licenziamento. Un percorso che i due protagonisti affrontano insieme, tenendosi per mano, aiutandosi a vicenda, sforzandosi di essere rispettivamente un padre sempre allegro, presente, coraggioso, e un figlio in grado di superare anche la terribile esperienza di un'operazione molto invasiva. Franzoso non cade nel facile errore di scrivere un romanzo mieloso e stucchevole. Tutt'altro: la sua è una scrittura misurata, equilibrata, vera e commovente.

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