Gli occhi degli alberi e la visione delle nuvole

Gli occhi degli alberi e la visione delle nuvole

Come si può riconoscere e con quali strumenti vedere attraverso la “fessura della luna”, quello spicchio di luce simile alla luna che si manifesta nel cielo notturno ma con sfumatura più lattiginosa? Pare che nel settantotto per cento dei casi ‒ così dice lo studio di Walter Argelander ‒ gli uomini sulla Terra la confondano con il più famoso satellite, ma che in realtà sia proprio questo fenomeno a verificarsi nel cielo che si mostra al mondo. Su che cosa si affaccia la fessura? E ancora, che differenza passa tra gli alberi ovipari e quelli mammiferi, come si manifestano le differenze? Con quali metodologie è meglio piantare una casa perché nasca solida? C’è un periodo particolare dell’anno perché il portone si formi al meglio e tutta la struttura con lui? Il più piccolo coleottero è il tarlo del tempo, si insinua molto spesso sotto i letti degli umani e depone due uova, ma quali sono nello specifico le sue caratteristiche, le condizioni di vita? Se è l’esistenza delle statue ad incuriosire, è bene sapere che anche loro sono di diverse categorie e il funzionamento del loro organismo è complesso quanto quasi impercettibile, solo il processo con cui si forma una lacrima e l’iter che essa attraversa per riuscire a venir fuori, sotto forme variabilmente dissimili è laborioso e poetico, e di definizione in definizione fino a cercare di descrivere l’universo…

Ogni ricerca ha le sue fonti autorevoli a cui attingere, ogni tentativo di comprendere l’universo parte certo da una domanda interiore, ma di sicuro le prime risposte non le si può trovare dentro sé stessi. Lo studio, e il buon impego dello studio altrui, sono l’approccio imprescindibile prima di rispondersi e pensare di poter formulare le proprie personali teorie sul tutto. Le voci di questa particolare enciclopedia di sicuro spiegano fenomeni che non ci spiegheranno altrove. L’Enciclopedia è il calderone che contiene il più possibile dello scibile umano, o che almeno lo strumento con cui l’uomo lavora all’accumulo di nozioni che possano descrivere il mondo e, nella analisi capillare, tentare di capirne il più possibile il funzionamento e le dinamiche profonde. Nobile come concetto, laboriosa nella compilazione un’enciclopedia è la rete di salvataggio di ogni ignoranza, carenza di sapere che non è offesa, ma parzialità di conoscenza che ciascun uomo obbligatoriamente coltiva. Gli occhi degli alberi e la visione delle nuvole arriva a colmare una grossa lacuna immaginifica sui movimenti e i soggetti dell’universo. Tramite l’ostentata (e divertente) forma saggistica il volumetto di pure nozioni scritto da Chicca Gagliardo, non certo nuova alla modalità espositiva sopra le righe, e fotografato da Massimiliano Tappani, anche lui non poco avvezzo a pratiche di educazione poetica al mondo con le sue passeggiate poetiche in giro per l’Italia, si impone come vademecum per affrontare gli essere e le situazioni più disparate che il mondo ci pone davanti (o sopra, sotto. E dentro) con nuovo stupore.



 

 

 

 
 
 
 

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