Gli scaduti

Gli scaduti

Umberto è un impiegato statale. Ha appena compiuto 60 anni. È scaduto, quindi deve essere rottamato e allontanato dalla società. Nessuna storia. Deve abbandonare la sua famiglia. È così che ha deciso il partito unico. Deve abbandonare sua moglie Elisabetta, più giovane, deve lasciare le redini della sua famiglia a Matteo, suo figlio. Eppure si sente ancora “vivo”, pieno di energie, estremamente lontano dalla scadenza che qualcuno gli ha imposto. È da un po’ che si parla di rottamazione, uno stato in cui l’Italia ha deciso di catalogare uomini e donne da tirare fuori dalla vita pubblica. Anche Matteo è costretto a sottostare a delle scadenze: insieme alla sua fidanzata deve pianificare un figlio e deve farlo prima che lei compia 25 anni. Perché la società ha deciso così e lui ubbidisce al partito unico. Senza se e senza ma. Ma Umberto, dall’alto dei suoi 60 anni, ormai dato per socialmente morto, non ci sta. La sua ribellione non tarda ad arrivare…

Gli scaduti: un titolo perfetto, perfettamente calzante per questo racconti distopico. Lidia Ravera dipinge uno scenario paradossale, talmente assurdo da sembrare realistico. Una visione dell’Italia futura spaventosa, estrema. Un’Italia in cui i cittadini sono destinati inevitabilmente alla scadenza e all’espulsione dalla società. Società in cui i sentimenti e le emozioni si vanno a scontrare con l’ansia di pianificazione, con l’ottimizzazione delle energie, con un’ansia di rinnovamento malata e convulsa. Cosa potrebbe succedere se iniziassimo a calpestare etica, umanità e valori a favore dell’iper-controllo, della pianificazione maniacale di tutto ciò che rientra nel naturale svolgimento delle nostre vite? Cosa succederebbe se, per esempio, dovessimo pianificare per legge un figlio entro e non oltre i 25 anni? L’ordine che genera il caos. L’autorità che porta alla ribellione. Perché l’uomo è libero e vuole continuare a esserlo. Con buona pace dei controllori. Amara ironia politica e sociale in questa italianissima versione della visione di Orwell. La Ravera ci pone interrogativi sull’attualità mostrandoci gli eccessi della moda della “rottamazione” e un possibile, angoscioso futuro che forse sta già nascendo.



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