Gli scapoli

Gli scapoli
Londra anni ’50: Ronald e Martin sono due degli scapoli, abitudinari e un po’ eccentrici, che ogni giorno sono alle prese con la dorata quotidianità di una vita senza donne né responsabilità apparenti. Tra una serata al pub, una uscita per fare un po’ di spesa e una seduta spiritica, i protagonisti se la devono vedere con madri iperprotettive, fidanzate isteriche e una misoginia ai limiti del consentito. La ostinata vocazione a non prender moglie e fuggire i legami, però, sarà capace di portare gli scapoli fino alle estreme conseguenze…
Muriel Spark - scomparsa poco più di un anno fa nel suo buen retiro in Toscana – gioca su certe tipiche atmosfere british, reinventandole con ironia e arricchendole con la presenza di personaggi al limite della caricatura e con dialoghi che sono veri e propri meccanismi ad orologeria pronti ad esplodere con derive di non sense imprevedibili. In questo suo romanzo – scritto negli anni ’60 – l’autrice scozzese riesce a catturarci saldamente con sfumature di giallo (in puro stile Agatha Christie), tocchi di stralunato umorismo (come nei libri di Jerome K. Jerome, quello di Tre Uomini in Barca per intenderci), e con una irresistibile vena caustica (che mi fa pensare ai Monty Python o al più attuale Little Britain, lo show comico in onda sulla BBC, in Italia trasmesso da MTV, che propone una satira feroce e grottesca sui difetti dell’inglese medio). Grazie alla Spark siamo costretti, volente o nolente, a scrutare in quegli accoglienti salotti, intrisi dell’odore di tè, uova sode e pancetta, dove la realtà, nascosta tra le trame di improbabili carte da parati e consumate moquette, non è sempre così amena come appare.

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