Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì
Hortense riesce a imbucarsi a una festa al solo scopo di incontrare Gary, ma le prende un colpo quando vede il giovane attaccato al braccio della seducente inglesina Charlotte Bradsbury. Niente è perduto, però, e solo pochi minuti più tardi Hortense si ritrova a baciare Gary nella stanza guardaroba, nascosti sotto una montagna di cappotti. Peccato che, mentre si stanno dirigendo all’appartamento del ragazzo, la supponenza e la razionalità di Hortense, finiscono per mandare tutto a monte. Intanto la madre di Hortense, Josephine, è occupata nel disperato tentativo di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Il marito ucciso in Kenya da un coccodrillo, due figlie di cui occuparsi e una sorella svitata che si è attribuita la paternità del romanzo scritto invece da Josephine. Per non parlare del fatto che la suddetta sorella Iris s’è gettata fra le braccia di un uomo che sembrava affascinante e perfetto, salvo poi rivelarsi un serial killer. Poi c’è Shirley, la migliore amica di Josephine e madre di Gary, una quarantenne sola alla ricerca di un uomo. Forse il tipo giusto è quello contro cui è finita addosso con la bicicletta, chissà. “Un volto dolce e forte, con un’autorità interiore trasparente, senza fronzoli.” Del resto Shirley è abituata sia alla autorità che alla mancanza di fronzoli, visto che sua madre (questo è il segreto che si porta dentro) è addirittura la regina d’Inghilterra, che la partorì a seguito di un rapporto clandestino con un membro della servitù…
Una girandola di personaggi e colpi di scena che i lettori di Katherine Pancol conoscono alla perfezione, visto che questo è solo il terzo volume di una monumentale trilogia che ha incantato i lettori francesi, prima, e quelli italiani poi. Un po’ come successe negli anni novanta con la saga dei Malaussène ad opera di Daniel Pennac, anche quelli della Pancol sono personaggi da cui è difficile staccarsi perché, pur soffrendo e gioendo di tutto quello che fa soffrire e gioire ogni essere umano (lettori compresi), essi hanno in più il guizzo, l’imprevedibilità che solo il genio del bravo romanziere riesce a imprimere a certe vite. In fondo i romanzi si leggono soprattutto per questo: per ritrovare i nostri sentimenti e i nostri tormenti nelle vite di personaggi immaginari che, però, ci aiutano molto realisticamente a comprendere qualcosa in più di noi stessi (oltre che divertirci). Il talento della Pancol, poi, è tale da non rendere strettamente necessaria la lettura della trilogia in ordine cronologico. Da qualsiasi romanzo decidiate di cominciare, sarete perfettamente in grado di impossessarvi della vicenda. Non sarebbe affatto male, per esempio, cominciare con questo e poi tornare indietro con i due precedenti. Considerando che ogni romanzo supera le 500 pagine, ne avrete per mesi. Ma ne varrà la pena, perché sarà come farsi nuovi amici e partecipare alle loro vite.

 

 

 

 
 
 
 
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