Gli ultimi

Gli ultimi
Un poeta marocchino che cresce nella povertà estrema, rimane analfabeta fino a venti anni ma riesce poi, con la volontà di chi crede nel riscatto sociale, a divenire uno dei maggiori scrittori del Maghreb di questo secolo. Un professore di Fisica dell'università di Valona, in Albania, che ha subìto la dittatura di Enver Hoxha e ora cerca con dignità di contrastare la criminalità nel suo Paese. E ancora, un medico israeliano che ha visto morire il suo migliore amico in guerra, ma è fermamente convinto del valore della pace tra i popoli. Il beduino Afef che vive nel deserto mantenendo intatte le tradizioni della sua gente. Un palestinese che si ritrova a costruire il "muro di separazione". Ma anche da questa sponda del Mediterraneo si intrecciano le storie di vita: Antonio di Ponticelli, che protegge gli emarginati e i rom. Pasquale, che a Lampedusa ha pazientemente costruito una casa  riutilizzando i vetri presi dalla spazzatura. La famiglia di pastori sardi che, in cerca di lavoro, si è trasferita con un gregge di pecore sulle colline liguri...
Sono dodici le storie raccolte dall'attore e regista Pino Petruzzelli durante i viaggi compiuti nel Mediterraneo tra il 2000 e il 2009. A raccontare le loro esperienze di vita sono gli "ultimi", quelli che - come li definisce l'autore - ritengono i banchieri più pericolosi degli zingari o quelli che "anche da morti chiamiamo clandestini". Nella prima parte del volume le voci provengono da persone che vivono in Paesi a noi vicini, come Albania, Israele, Marocco, Palestina. La seconda parte è invece incentrata sull'Italia. Ciò che accomuna i protagonisti, a prescindere dalla loro provenienza geografica, è la loro capacità di effettuare delle scelte che vanno realmente controcorrente, con una semplicità ed una dignità così spontanee da sembrare straordinarie. È proprio questo uno dei tratti che traspare dai libri di Petruzzelli: l'umanità di chi racconta la propria storia. E per ottenerle, queste storie, l'autore possiede una dote eccezionale, riesce a mimetizzarsi, diventa un accompagnatore mite che ci permette di raffigurare perfettamente le atmosfere e le situazioni in cui avvengono le chiacchierate/interviste. In cui chi racconta la propria vita ha tutto il tempo che vuole e solitamente lo fa davanti ad un buon bicchiere di vino. Ed è così, che il lettore lentamente si sente a suo agio, pronto a condividere lo stesso tavolo di chi si racconta. Il volume ha una prefazione di don Gallo, che per tutta la vita si è immerso completamente proprio nelle esistenze degli ultimi.


 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER