Gli ultimi giorni di Leonardo

Inventore, scienziato e pittore, Leonardo da Vinci è forse l’artista più famoso del Rinascimento italiano, e la sua Gioconda il dipinto certamente più discusso di tutta la storia dell’arte. Tuttavia, nonostante siano stati fatti colare oceani di inchiostro attorno a questi argomenti, degli studi più attenti e un vaglio più critico delle fonti oltre a un gran lavoro di spoglio degli archivi possono rivelare qualcosa di davvero interessante: l’alta considerazione del re di Francia, Francesco I, per il genio italiano, contrapposta alla quasi indifferenza di papa Leone X – al secolo Giovanni de’ Medici – durante il soggiorno romano dell’artista; la sfida a colpi di pittura tra Leonardo e Michelangelo a Palazzo Vecchio nel dipingere rispettivamente la Battaglia di Anghiari e la Battaglia di Cascina, sfida alla quale si oppone una più pacifica influenza reciproca – da poco attestata – tra il toscano e l’urbinate Raffaello; da un lato la predisposizione verso le scienze, l’ingegneria e l’anatomia, la redazione di note, dall’altro un disinteresse verso la pittura in quanto tale, adoperata solo a fini scientifici ed ultimata solo al raggiungimento della perfezione. Tuttavia, questa sua predilezione verso la scienza a trecentosessanta gradi, è stata riconosciuta solamente a posteriori, in quanto i suoi contemporanei sembrano averlo perlopiù in base ai suoi dipinti…

Restauratore del Mosé di Michelangelo, dell’arco di Traiano a Benevento, delle facciate del Duomo di Siena e di Orvieto, Antonio Forcellino è uno dei massimi esperti del Rinascimento italiano, come testimoniano le sue opere (Michelangelo. Una vita irrequieta, Raffaello. Una vita felice, 1545. Gli ultimi giorni del Rinascimento). Dopo essersi occupato di Raffaello e Michelangelo, lo scrittore è passato con il presente saggio alla più controversa, ombrosa ed affascinante figura rinascimentale: Leonardo da Vinci. Gli ultimi giorni di Leonardo – titolo fuorviante, in quanto l’autore abbraccia n realtà molti anni della sua esistenza, ed in maniera piuttosto particolareggiata – è l’esempio di come un saggio dovrebbe essere: preciso, puntuale, approfondito ed interessante. Le numerose fonti (Le Vite di Vasari, gli stessi appunti di Leonardo, gli appunti dei conoscenti) sono passate al vaglio e confrontate con documenti più autorevoli e recenti: in tal modo Forcellino è in grado di riportare diversi punti di vista, preoccupandosi sempre di indicare quale sia il più corretto. Da questo lavoro certosino viene fuori un ritratto di Leonardo sconosciuto alla maggior parte delle persone: senza intaccare la sua genialità né nulla togliere alla sua maestria, Forcellino dona un punto di vista più emotivo, mettente in luce la personalità di questo genio rinascimentale, non dimenticandosi di accattivare il lettore attraverso numerosi aneddoti sulla Gioconda, quadro italiano – e mondiale – per eccellenza. Se giocoforza non sarà mai possibile di comprendere a pieno Leonardo da Vinci, ad Antonio Forcellino va riconosciuto il merito di averci provato ed aver messo i frutti della sua ricerca al servizio di tutti.

 


 

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