Gli ultimi occhi di mia madre

Gli ultimi occhi di mia madre
La madre è morta. Condannata per anni ad attendere una fine certa, a lottare contro un male incurabile, ad assistere ingiustamente alla metamorfosi del suo corpo divorato dalla sofferenza, a nascondere a se stessa e alla propria famiglia il suo inesorabile patire. Silenzi lunghi, negazioni incomprensibili e poi il nulla solenne che accompagna la morte e si stende come una nube su ogni cosa che è stata o che avrebbe potuto essere. La figlia ora parla di lei. Racconta la sua storia poco per volta. Giorno dopo giorno si affida alla scrittura per ricucire i brandelli di un rapporto complesso e ritrovare dentro le smagliature di una vita avara il significato autentico di un amore immenso di singhiozzi e tenerezza. Antonietta, la madre, sempre dedita al lavoro, severa con la figlia, sfuggente. Antonietta, così diversa dagli altri genitori che, al contrario, ci sono incondizionatamente. Le dita nel naso, la bocca rumorosa, i capelli distratti e gli abiti sciatti. Un marito fragile, che l’asseconda perché non sa fare altrimenti e non dice niente per cambiare le cose, per cambiarla un po’. E lei. La figlia bambina, la figlia madre a sua volta, che si vergogna di quella donna. Che vorrebbe puntualmente sprofondare quando compare davanti alle sue amiche. Non una carezza, non un sorriso, non un bacio. Persino con i nipoti non si lascia andare. Finché un giorno, non c’è più. Allora quel vuoto assurdo che ha lasciato comincia a prendere la forma delle parole che la figlia finalmente libera per riavvicinarsi a lei...
Sono parole che fanno male, che bruciano come una ferita aperta. Ma sono parole necessarie. Di rancore e rammarico, di offese e pietà, di perdono e di amore. Nella veste di un diario quasi epistolare scritto in prima persona, l’autrice inscena il corpo a corpo ideale e postumo tra quella madre e questa figlia. Ne sortisce un dialogo di umane corrispondenze, costruito senza reticenze, a nervi scoperti, dove vediamo svelata l’intimità più profonda di un legame duro e struggente. Gli ultimi occhi di mia madre è un tributo alle cose non dette, che sono spesso le più importanti, le più vere, quelle di cui si può fare a meno per molto tempo, ma non per sempre. E’ un romanzo che affligge i nostri pensieri e insieme attenua lo sconforto dell’animo, perché scava  impudico nel buio degli affetti e nell’impotenza della morte, ma con grande generosità ci indica anche una scintilla verso la quale possiamo guardare. Per rinascere e continuare a esserci nella memoria del nostro domani e in quella di chi non ci ha mai abbandonati.

 

 

 

 
 
 
 
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