Gli ussari alati

Gli ussari alati
Anno Domini 1683. Kara Mustafà, gran visir dell’Impero Ottomano sul cui trono siede il sultano Mehemet IV, ha ricevuto un incarico prestigioso, un’impresa che altri, prima di lui, hanno miseramente fallito: entrare nel cuore dell’Europa cristiana con le sue truppe, oltre trecentomila uomini, e conquistare la “mela d’oro”,Vienna. Solo così potrà, in seguito, porre sotto assedio la “mela rossa”, Roma, e distruggere per sempre la cristianità. Nella capitale del Sacro Romano Impero, intanto, ci si sta preparando all’assedio, ma la situazione è davvero disperata. Bisogna correre ai ripari, anche perché il re “cristianissimo” di Francia Luigi XIV non muoverà un dito contro l’orda islamica. Nel frattempo papa Innocenzo XI, consapevole del pericolo che corre l’intera Europa, ha mandato un emissario nelle maggiori corti europee affinché diano il loro contributo alla causa: Marco d’Aviano, un frate cappuccino in grado di fare miracoli. Grazie a lui nascerà la Lega Santa. E c’è solo un uomo in grado di guidarla: il re polacco Giovanni III Sobieski, il quale ha un asso nella manica per cambiare le sorti di un destino segnato: il reparto di cavalleria più forte d’Europa. Gli ussari alati…
Con Gli ussari alati Daniele Cellamare, esperto di storia militare, apre una finestra su un evento fondamentale della storia europea: quell’11 settembre 1683 in cui pochi sconfissero molti; in cui agli interessi personali vennero anteposti quelli universali; in cui l’Europa cristiana difese con tutte le sue forze la propria identità e la propria fede. E lo fece grazie al coraggio di Giovanni Sobieski e dei suoi ussari alati, un corpo d’elite scelto tra i ranghi della nobiltà polacco-lituana. Furono loro l’ago della bilancia di un assedio che avrebbe cambiato per sempre le sorti dell’intera cristianità. E in queste pagine pregne di onore, coraggio, fede, ma anche atti di vigliaccheria, come quello dell’imperatore Leopoldo I, rivivono Marco d’Aviano, Carlo V di Lorena, Eugenio di Savoia, il comandante von Starhemberg, in un romanzo storico in cui l’autore sapientemente mescola finzione narrativa e verità storica, arricchendolo con azione, strategia militare, intrighi e descrizione dei rapporti umani. Con una costante: quell’eterno conflitto tra croce e mezzaluna che da secoli miete vittime e chiede il suo tributo di carne e sangue, anime e lacrime. Conflitto di cui l’assedio di Vienna fu tappa fondamentale e che Daniele Cellamare descrive e racconta in modo impeccabile con un romanzo assolutamente da divorare.

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