Good life

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Corrine è una quarantenne colta, elegante ed attraente. Vive con suo marito Russell, editor per una casa editrice importante e cuoco per hobby in un loft a Tribeca. I due hanno tutte le carte in regola per essere una coppia alla moda: le vacanze 'giuste' a Sagaponack, le cene organizzate con stile, le frequentazioni di alto livello (Salman Rushdie e Paul Auster sono spesso a cena da loro, ad esempio). Ma il loft è in affitto, e la preoccupazione per il costo del loro tenore di vita cresce ogni giorno di più. Corrine ha lasciato il suo lavoro come avvocato per crescere i figli, e sta scrivendo da anni una sceneggiatura tratta da un romanzo di Graham Greene. Ma felice no, proprio non può dire di esserlo. Luke invece è un fascinoso ex broker di Wall Street che si è ritirato a vita privata dopo aver messo da parte una fortuna. Vive con la moglie Sasha, ammirata regina dei salotti newyorchesi, e la viziatissima figlia adolescente Ashley in un condominio esclusivo a dir poco, e passa il tempo fantasticando sullo scrivere un libro sui film di samurai. Ma felice no, proprio non può dire di esserlo. E' il 10 settembre 2001, e i destini di Corrine e Luke stanno per intrecciarsi in modo davvero inatteso...
Jay McInerney, il cantore di New York, racconta due giornate a cavallo dell'11 settembre nella vita di due famiglie dell'alta borghesia WASP di Manhattan. La caratteristica più bizzarra dei personaggi di Good life è che sembrano percepire se stessi come personaggi di un romanzo di Jay McInerney. Il che sembra deprimerli anzicheno, imprigionarli senza anestesia nei loro cliché. Corrine e Russell e molti altri, tra l'altro, sono presi di peso dal romanzo del 1992 Si spengono le luci, quindi nessuna sorpresa che si sentano come personaggi di un libro, no? Tristi e vuoti, tutti troveranno un nuovo inizio, un'energia vitale mai provata prima nell'avventura del crollo delle torri e impareranno ancora una volta ad emozionarsi. Nella debolezza del romanzo si nasconde quindi la sua grandezza: perché nel riscatto senza retorica di questi liberal dal portafoglio pieno e dalle vite vuote si legge il riscatto - possibile - di un Occidente troppo ripiegato su sè stesso e sul suo benessere.

 

 

 

 
 
 
 
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