Goodbye Mr Socialism

Goodbye Mr Socialism
"Questi nostri socialisti sono solo dei mascalzoni: sono passati dal feticismo dell'Unione Sovietica e del socialismo reale all'abbandono totale di qualsiasi prospettiva di trasformazione della vita e della società". Una lunga e articolata intervista di Raf Valvola Scelsi, guru della Filosofia della Comunicazione, ad Antonio Negri detto Toni, una delle figure-chiave della sinistra contemporanea, l'uomo che è stato accusato (a vanvera) di essere il burattinaio del rapimento Moro e condannato a pene che nemmeno i serial killer, l'intellettuale che è stato eletto alla Camera e poi è fuggito in Francia dove per decenni ha insegnato nelle più prestigiose Università, il teorico dell'Impero, il pensatore che il settimanale Time ha inserito tra "le 7 personalità che stanno sviluppando idee innovative in diversi campi della vita moderna" e il quotidiano Le Nouvel Observateur tra le venticinque "grandi menti del mondo intero". E che qui affronta a volo d'uccello i grandi temi della politica italiana e internazionale: il tabù ipocrita dello stalinismo, le tare strutturali del socialismo reale e il potenziale rivoluzionario delle nuove tecnologie, le dinamiche sociali e politiche innestate dal durissimo sciopero dei trasporti pubblici francesi del 1995, la teoria del bene comune e la prassi del tous ensemble!, le insidie del pacifismo a oltranza, le moltitudini e il movimento no-global, l'impatto delle migrazioni sull'operaismo, la guerra in Iraq, il mito delle amministrazioni Zapatero e Lula, il neocapitalismo cinese, il neokhomeinismo iraniano, la precarietà, la prospettiva della sinistra italiana alla vigilia della nascita del Partito Democratico...
La coscienza critica - criticissima - della sinistra italiana è un professore dall'eloquio elegante, la mente implacabile e il passato doloroso (padre fucilato dai nazisti, fratello fucilato dai partigiani) che scrive saggi citatissimi e gira per i centri sociali a tenere infuocati dibattiti nei quali giovani altrimenti disimpegnatelli riscoprono la passione per la politica e le idee. Dopo le brucianti illuminazioni di Impero e Moltitudine e il momento più intimista de Il ritorno, questa intervista ci restituisce un Toni Negri più giornalistico nei suoi continui richiami all'attualità (l'intervista è stata rilasciata alla vigilia della sofferta 'vittoria' del centro-sinistra alle elezioni politiche) e forse anche meno strutturato nell'analisi ma proprio per questo più spontaneo, vivo, facile da leggere (tranne alcuni passaggi un po' più ostici). Per chi ha a cuore le sorti del movimento socialista europeo (o di quello che questo movimento sta per diventare), è impossibile non fare i conti con le questioni poste da Negri, poche chiacchiere.

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