In gratitudine

In gratitudine
Autore: 
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Tumore maligno inoperabile. Seduta di fronte all’oncologo, Jenny Diski ascolta la propria condanna a morte senza battere ciglio. Non sa cosa dire se non che rifiuta ogni “cliché sul cancro” (“In nessun caso voglio che si dica che ho perso la mia battaglia contro il cancro. O che l’ho sopportato con coraggio. Non sto combattendo, perdendo, vincendo o sopportando”) perché lei, che ha fatto della sua vita un’avventura continua, detesta i luoghi comuni. Figlia di genitori incapaci di accudirla, vive un’infanzia difficile, caratterizzata da momenti di profonda depressione. È in uno di questi attimi che Jenny viene presa in casa dalla scrittrice premio Nobel Doris Lessing. Il rapporto tra le due donne si dimostra da subito un legame inquieto, che si muove in bilico tra l’odio e l’amore, tra il rifiuto e l’accettazione. Ma Doris diviene comunque l’ancora di salvezza di Jenny perché, seppure quest’ultima continuerà ad avere una vita travagliata (in balia delle droghe e di un continuo andirivieni dagli ospedali psichiatrici), la presenza di Doris si dimostrerà una costante che le consentirà di edificare se stessa e i punti fermi (affetti, ideali, lavoro) che segneranno la sua crescita e che l’aiuteranno ad affrontare la malattia e il traguardo finale della sua vita…

È l’agosto del 2014 quando alla scrittrice inglese Jenny Diski viene diagnosticato un cancro con un’aspettativa di vita che va da due a tre anni (morirà infatti nel 2016, ad aprile). Incredula, a disagio, schiacciata dallo sconforto, la Diski decide di fare quello che per indole le viene più naturale: scrivere. Inizia così a tracciare i confini intorno a sé, raccontando la sua famiglia di origine, il rapporto con Doris Lessing, i suoi incontri fortunati e quelli devastanti, aneddoti, punti di vista, riflessioni, osservazioni, luci e ombre del suo passato e del suo presente, la fragilità mentale, il cancro, le cure chemioterapiche, il disfacimento graduale del suo corpo. Lo fa senza filtri, con una schiettezza che non lascia spazio ad abbellimento alcuno, ma solo a una profonda sincerità che le consente di donarsi e di mostrarsi totalmente e pienamente. Il suo diventa così un memoriale per rendere grazie alla vita e per esprimere la sua gratitudine alle persone che hanno incrociato i suoi passi (la Lessing in particolare); un memoriale per concedersi di vivere la paura (“Eppure sono terrorizzata al pensiero di dissolvermi, di spargere le mie particelle al vento, di non avere nulla con cui spargere le mie particelle al vento, di non sapere nulla, quando sapere tutto è stato il gusto delle mie giornate, imparando un po’ alla volta cosa significa poco rispetto a molto, rispetto a qualcosa e rispetto a nulla”); un memoriale per accomiatarsi da se stessa. Parole che segnano la pelle.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER