Gravidanza - 100 buoni motivi per entrare in panico

Gravidanza - 100 buoni motivi per entrare in panico
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Finalmente sei in dolce attesa del primo figlio. È quello che dovrebbe essere – a detta di tutti – il periodo più rilassante e soddisfacente della tua vita. Cosa c’è di più gratificante e di così esaltante che portare in grembo una vita nuova di zecca? Poter finalmente avere un pargolo tutto tuo e dimostrare al mondo quale eccezionale e alternativo genitore tu sia? Eppure continui a svegliarti nel cuore della notte in preda ai sudori freddi ed assalita da terribili dubbi: “Non sopravviverò al parto”, “Gli amici senza figli mi eviteranno”, “Cenare fuori vorrà dire prenotare per le 19 in un ristorante da famiglie”, “Perderò il posto di lavoro e diventerò un rottame che nessuna azienda si sognerebbe di assumere”, “Il bambino rovinerà i miei bei mobili e romperà tutto (tipo quel vaso antico che ho pagato una fortuna al mercatino delle pulci)”, “Non riuscirò a moderare il mio linguaggio di merda” oppure “Gli sbatterò la testa contro uno stipite” o peggio “Diventerò come i miei genitori”. Tranquilla, in questo breve libretto troverai risposta ad ogni tua domanda...

Si sa, l’attesa del primo figlio mette davvero a dura prova la salute mentale di noi mamme; è difficile non farsi prendere dai dubbi e dallo sconforto, soprattutto se siamo circondate da amiche già con prole – ai nostri occhi odiosamente perfette - e da mamma e suocera apprensive che non hanno occupazione migliore che seppellirci sotto palate di consigli su come cambiare un pannolino o come gestire la nostra nuova vita di coppia. E così, tra il terrore di diventare grassa come una balena e il dubbio di non essere più in grado di sostenere una conversazione tra adulti; tra la paura di dover rinunciare al sesso e la certezza di diventare come quei genitori che prima prendevamo in giro (una borsa umana ambulante dalle cui tasche escono salviette, pannolini, creme lenitive, biberon, gocce per il naso, pupazzetti ed il cambio sempre pronto - non si sa mai che il pupo rigurgiti dopo la poppata); tra il timore di crescere un bullo o di essere la rovina totale del proprio figlio trascorre l’intera gravidanza e – più velocemente di quanto si pensi – passano anche gli anni successivi. Ci si ritrova presto increduli ad osservare la nostra splendida creazione, stupiti di quanto ci sia riuscita bene e tutto sommato persino soddisfatti del nostro lavoro. Insomma, panico a parte, ne vale davvero la pena. Ma se proprio avete bisogno di alleggerire un po’ la mole di pensieri che vi attanaglia, questo brevissimo volume arricchito dalle divertentissime illustrazioni di Gemma Correll vi farà trascorrere qualche minuto in spensieratezza e vi strapperà persino un sorriso.



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