Gravidanza consapevole

Gravidanza consapevole
“C'è un luogo in cui il tempo non è scandito dal ticchettio dell'orologio, ma dal battito del cuore”. Così Bianca Buchal descrive lo scrigno in cui la futura madre custodisce la sua gemma più preziosa. Il piccolo feto che una volta nato ed attraverso le varie fasi della crescita è destinato a ricoprire un ruolo nella società, un ruolo che sarà diverso a seconda del suo modo di essere al mondo. Ma il modo in cui ogni individuo sa stare al mondo, di scegliere, di rendersi utile a se stesso e agli altri, dipende in gran parte dal rapporto che la mamma - dal concepimento, all'educazione in crescita - ha saputo instaurare fra se stessa ed il bambino, e fra quest'ultimo e ciò che la circonda, a cominciare dal nuovo papà, già dalle primissime fasi della gravidanza. Questo, secondo Bianca Buchal, è quanto una madre deve tenere a mente per portare a termine il suo compito esclusivamente e squisitamente femminile...
E gli strumenti non le mancano di certo! Basta attingere dalla natura, da quel che la Madre di tutte le madri le ha donato sotto forma di istinto, per cui sarà necessario recuperare la propria dimensione interiore, il contatto sereno con i propri sensi - attraverso colori, suoni sapori - per trasmettere al bambino i sentimenti benefici in grado di accompagnarne la crescita. Ma anche dalla Medicina, grazie alla quale i pericoli disseminati sul percorso verso la maternità sono oggi ridotti quasi a zero, se si considerano i tassi mortalità materno-fetale che caratterizzavano un passato neanche troppo lontano. L'importante è non dimenticare che, anche quel mondo fatto di mani sapienti e veloci, di camici rassicuranti e protocolli infrangibili, può dimenticarsi di certi aspetti emotivi e fisiologici fondamentali per mamma e bambino. Lo sapevate, ad esempio, che tagliare il cordone ombelicale, prima che questo abbia smesso di pulsare, oltre a provocare un forte dolore al neonato, significa privarlo di sangue ed ormoni ancora utili per il suo piccolo organismo? E che l'allontanarlo immediatamente dalla mamma, in virtù di un eccessivo senso della sicurezza, aumenta ulteriormente il senso di vuoto derivante dall'abbandono dell'utero materno? Questi sono solo alcuni degli spunti che l'autrice, dopo una vita dedicata alla “missione” maternità, fornisce alle lettrici che vogliono affrontare con maggior consapevolezza il nuovo ruolo di madre. Quell'avventura, tanto miracolosa, quanto “scientificamente perfetta”, a cui le pagine di Gravidanza consapevole forniscono strumenti pratici e psicologici, utili ad infondere conoscenza e fiducia nelle proprie capacità. Un libro che trasuda di sacralità, da leggere tutto d'un fiato sulla spinta dell'emozione, ma anche un manuale pratico, da rileggere un pezzetto alla volta, con la pazienza dell'apprendista, nei 9 mesi in cui la donna si prepara al grande evento, o in vista di un prossimo concepimento. Dedicato a tutte le donne, depositarie di un grande dono, ma anche agli uomini, compagni ideali, alla scoperta di un ruolo attivo e responsabile, che va oltre a quello svolto in fase di concepimento.

Leggi l'intervista a Bianca Buchal

 

 

 
 
 
 
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