Grazie a Dio

Grazie a Dio. Storie di uomini e donne raccolti dal mare
Jamiu ha 22 anni, è nato in Ghana e in Libia ha imparato il lavoro di barbiere: “I libici sono dei grandi bastardi, ti prendono a sassate solo perché sei straniero”, racconta. Aleba ha 22 anni, è nigeriana ed è fuggita in Libia con il fidanzato perché ha scelto di non subire l'infibulazione, una pratica ancora comune nel suo villaggio. Konare è un Soninkè, un'etnia del Camerun: è arrivato fino a Tripoli scappando da alcuni uomini di etnia Hausa, che volevano ucciderlo. Abbaker è musulmano, Dalila cristiana: in Darfur il loro amore era proibito, a Bengasi hanno potuto sposarsi...
Valentina Tortelli è una giornalista free lance che due anni fa ha visitato il centro di accoglienza per immigrati di Falerna Marina, Calabria. Ha raccolto le testimonianze di questi e molti altri uomini e donne. Provengono da Senegal, Ciad, Ghana, e prima che immigrati nel nostro Paese sono immigrati d'Africa, costretti a “viaggi della speranza” fino al Nord, alla Libia, sperando lì di ricominciare una nuova vita. La guerra che ha portato alla morte di Gheddafi ha cambiato molte cose e costretto molti migranti a spingersi ancora più a Nord, sulle nostre coste. Sopravvivendo, grazie a Dio (o Alhamdulilah, in lingua araba). Rifugiati, questo il loro status. Persone, sempre e comunque. Un concetto scontato, ma che spesso tendiamo a dimenticare. L'ebook si divide in cinque capitoli, tanti quante le ragioni che - secondo la Convenzione di Ginevra – spingono una persona a temere di essere perseguitata nel proprio Paese: razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un gruppo sociale e opinioni politiche. Valentina Tortelli è andata alla ricerca di racconti di vita, idee e pensieri dei rifugiati in Italia, per osservare la storia recente dal loro punto di vista. Che si può riassumere in questa frase: "Quelle non sono barche, journalist, sono rottami. E nessun sano di mente si metterebbe là sopra di sua volontà”.
In conclusione, una breve nota sull'editore: Asterisk è una casa editrice digitale nata dalla costola del blog Editoria Crossmediale. Il suo slogan è “Attraversiamo media, culture, territori” e incarna molto bene la linea editoriale scelta: raccontare, utilizzando le potenzialità del digitale (link, multimedia e così via), storie legati a territori e culture dal mondo.

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