Gridare

Gridare
Balboa scopre su un giornale che esiste una stanza in affitto in cui si può gridare a proprio piacimento: il proprietario concede il tempo che si desidera e spesso accetta di subire silenziosamente la scarica di urla, improperi, maledizioni che i clienti decidono di rigurgitare. Bosco Van Rijn é l'unico discendente di un grande pittore olandese da cui ha ereditato un quadro che ha studiato e ammirato per anni, di cui però scopre, con suo grande stupore, di non conoscere ogni minimo dettaglio. Il grande scrittore e letterato americano Joshua McNaughton racconta per la prima volta al nipote Richard una storia del suo passato, in bilico tra fantasia e verosimiglianza, tra ricordo e sogno;  un incontro indimenticabile con una donna fuori dall'ordinario, che sembra essere uscito da uno dei suoi romanzi di successo e che invece con difficoltà verrà cancellato dalla sua memoria. Un uomo scopre di portare con sé indesiderati strascichi di una vita passata, lontana da quella attuale di gioielliere e marito irreprensibile: un'altra identità che ha seppellito con difficoltà per un misterioso accordo con un altrettanto misterioso figuro, a cui ha accettato di affidare il proprio destino...
Lo stile di Ricardo Menéndez Salmón è impeccabile: non è da tutti condensare in racconti di poche pagine una storia intera e, soprattutto, lasciarla totalmente nelle mani del lettore, che scopre di possedere la libertà totale di decisione sul finale. Questi dieci racconti nascono e finiscono in sospeso, prodotti di una narrazione fuori dagli schemi, che si dimostra invece in linea con il risultato che produce: una temporanea astrazione dalla realtà dei fatti, elemento fondamentale per un genere come quello fantastico, nell’accezione todoroviana del termine, in cui meravigliarsi deve coincidere con lo straniamento del lettore. E questa preziosa antologia rientra senza dubbio e di diritto in questo genere, dato che in ognuna delle storie che la compongono si percepisce la  presenza di entità altre che irrompono nel mondo tangibile pur non appartenendovi (o essendovi appartenute in passato), alla maniera di Borges o di Calvino; dimensioni esterne che entrano senza far rumore in quella in cui i protagonisti vivono, lasciando un segno indelebile nella loro esistenza. L'uomo, di conseguenza, si ritrova davanti un mondo di sorprese inaspettate che non è pronto ad accettare o gestire e con cui, suo malgrado, deve fare i conti per continuare a sopravvivere.

Leggi l'intervista a Ricardo Menéndez Salmón

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER