Gringolandia

Gringolandia
Un urlo improvviso mi scosse dal sonno. Era quello di mia madre. “Dov'è?” chiese con rabbia lo sconosciuto. Ormai completamente sveglio, mi alzai dal letto e mi accostai alla porta. La stanza sembrava piena di soldati e di mitragliatrici. “Perquisite il posto” disse una di loro. Dopo pochi istanti la porta sulla quale mi ero appiattito andò in pezzi. “L'ho preso!” gridò il soldato. Ma non era me che stavano cercando. Sentii un oggetto piccolo, freddo e duro premermi sul lato della testa. “Ora ci dici dov'è” dissero a mia madre  “oppure facciamo fuori il marmocchio”. Mio padre stava cercando di scappare dalla finestra di un'altra stanza. Alla fine lo presero, lo pestarono a sangue sotto i nostri occhi e lo portarono via. Prima di sparire un soldato mi disse: “Hai imparato la lezione, ragazzo? Viviamo in un grande paese, ma per mantenerlo così dobbiamo liberarci dei sovversivi. Dobbiamo liberarci del caos”…
Con questo romanzo, vincitore nel 2010 del premio Best Book for Young Adult assegnato dall'American Library Association, Lyn Miller-Lachmann riesce nel sempre difficile intento di raccontare con intelligenza e senza sconti uno dei periodi più neri della storia dell'umanità: le barbarie della dittatura di Pinochet in Cile e le tormentate esistenze di quanti tentarono, anche a costo della propria vita, di combatterla. Lo fa scegliendo il punto di vista di Daniel, il figlio adolescente di un tassista-giornalista dissidente che torna a casa dopo sei anni di durissima prigionia, segnato profondamente sia nel fisico che nella mente. Il ragazzo, ormai emigrato con la famiglia negli Stati Uniti, dovrà fare i conti con un padre che non riconosce più, ma che non potrà non continuare ad amare, e con le difficili scelte a cui può portare il rispetto delle proprie radici in una terra straniera e lontana.

 

 

 
 
 
 
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