Guardami negli occhi

Guardami negli occhi

Ghita ogni giorno viene al Pantheon attraversando carri, polvere, mendicanti. Attraversa a piedi Roma partendo da Trastevere. È bella. Curata. Indossa gioielli e calzari quasi come fosse una antica abitante della Roma imperiale. Raffaello Sanzio l’ha amata perdutamente. E lei ha amato lui. Fino al suo ultimo giorno di vita. Ma lei, di umili origini, non può essere la compagna e la moglie di un artista illustre come Raffaello: deve essere la sua amante. Nascondersi. Cercare i ritagli di tempo dell’artista più desiderato e corteggiato della Roma del Cinquecento. E alla sua morte, così straziante, così improvvisa, così ingiusta – ma non lo sono forse tutte? – decide di entrare in convento. Ghita lascia per sempre la sua vita mondana. Non ci saranno incontri, non ci sarà nessuno dopo Raffaello. Entrare in convento e cercare di continuare a sopravvivere senza il suo amore. Ghita è decisa. Se lui, il suo amore, non c’è più, a lei non resta che ingannare la vita e attendere che giunga la sua ora. Lei, la Fornarina del celeberrimo dipinto di Raffaello, resterà per sempre solo sulla tela. Nessuno potrà più incontrarla fino a che vive. Resterà il suo sguardo per sempre su quel dipinto, uno dei capolavori di Raffaello, resterà il loro amore “costretto” dalle consuetudini cinquecentesche a cui Raffaello non è riuscito, o forse non ha voluto, opporsi…

Conservato nel museo di Palazzo Barberini a Roma, La Fornarina è uno dei lavori più celebri di Raffaello Sanzio. Di qui prende le mosse il romanzo di Giovanni Montanaro, classe 1983, scrittore e avvocato. Racconta la travagliata storia d’amore tra Ghita, di umili origini, e Raffaello, l’artista più blasonato di Roma. Un amore passionale, un amore dolce, un amore che non può essere vissuto alla luce del sole. Raffaello ha troppo da perdere. Ghita è la sua musa, il suo porto sicuro, a lei torna sempre nonostante un matrimonio di convenienza. Ghita senza di lui, d’altro canto, è perduta. Alla sua morte, lacerata dal dolore, decide di chiudersi in convento e trascorrere lì il resto della sua vita. Montanaro racconta con dolcezza e delicatezza un amore impossibile e travolgente, di quelli che resteranno per l’eternità, che non hanno un “lieto fine” purtroppo ma che hanno segnato entrambi i protagonisti. “Guardami negli occhi” è un romanzo intenso, dolente. L’autore ha uno stile paratattico e lavora per sottrazione: non ci sono fronzoli, si arriva al cuore delle cose. In pochi hanno il dono della sintesi – e sintetizzare le emozioni è quanto di più complesso si possa pensare – Montanaro lo ha e colpisce il lettore, lo incanta e fa sì che il suo romanzo si legga d’un fiato e che alla fine si desideri andare a guardare il dipinto di Raffaello per cogliere nello sguardo della Fornarina tutta la malinconia e la dolcezza del mondo.



 

 

 

 
 
 
 

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