Guardrail

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Alice oggi ha sedici anni. Sta scappando dalla nonna paterna, che vive in un piccolo paesino del Sud. La sua meta è Londra, dove spera di trovare i nonni materni, che non ha mai conosciuto. Dopo aver perso ancora bambina i suoi genitori in un tragico incidente, infatti la piccola è stata trasferita dapprima in un istituto e poi affidata alla nonna paterna, che da tempo aveva troncato i rapporti con il figlio e la nuora, spesso ubriachi e disadattati. L’anziana signora si rivela essere un gendarme, severa, dispotica e fredda, così come lo era per i suoi alunni quando ancora insegnava nell’unica scuola del paese. Da parte sua Alice, il cui vero nome è Assunzione Maria Addolorata, ma che i genitori, dopo l’ennesima sbronza, hanno ribattezzato con lo shampoo chiamandola come la piccola protagonista del romanzo di Lewis Carroll, vive la sua adolescenza chiudendosi a riccio dentro un guscio di silenzio e non-comunicazione. Di madre inglese, Alice conosce poco la lingua italiana, dimostrandosi recidiva, schiva e violenta, mal sopportando i compagni di scuola e la convivenza con la nonna, il cui unico scopo è quello di mantenere la ragazza fino alla maggior età, per poi liberarsene, avendo assolto al suo dovere. Tra furti, risse, un amore sperato e subito naufragato, false amicizie e fughe disastrose, la ragazza elabora finalmente il suo piano che, come sembra essere destino, comincia un lunedì, destinazione Londra. Ma, non appena partita, incontrerà un personaggio misterioso che cambierà il corso della suo viaggio, la sua destinazione e, infine, la sua vita...

 

Si parte con tenerezza e curiosità. La giovane ragazza di nome Alice, che incarna il personaggio delle favole, che rivede nelle persone reali i personaggi che nella storia, ha uno scopo ben preciso. Uno scopo al quale non vuole rinunciare, sebbene il traguardo sia fumoso, lontano e soprattutto incerto. Trovare i nonni materni, sperando che l’accolgano in casa, anche se in tutti questi anni non si sono mai fatti vivi, nemmeno dopo la morte della figlia. Sembra perciò un’impresa impossibile. Ma è la sola alternativa che le resta o che riesce ad immaginare. Per difendersi da tutto e tutti, la ragazza si trasforma in una macchina violenta e insensibile, cinica e ladra, che gioca con la vita degli altri così come gli altri sembrano giocare con la sua. Che di questo ha conferma quando anche l’unica possibilità di incontrare un amore, di sperare in un’alternativa dopo la scomparsa dei suoi genitori, viene mandata in fumo da una ragazza, che avrebbe dovuto e potuto esserle amica. Perciò non piange, non si dispera, ma trattiene le lacrime e la rabbia per una vendetta che colpirà tutti, nessuno escluso. Ogni sua fibra punta alla fuga che, ormai adolescente, sta pianificando da tempo. Ma già dalle prime battute, il viaggio si rivela difficile e pericoloso e la persona che incontrerà sul suo cammino appena iniziato, le sconvolgerà la vita, nel bene e nel male. Una scrittura viva, anche se a tratti quasi ingenua e con qualche piccola caduta di tono, che però non pregiudica il risultato finale. Una bella partenza, carica di sentimento e veloce, che va poi rallentando e disperdendo le energie, per poi recuperare nel finale, anche se si avvertirebbe l’esigenza di continuare, come se il viaggio finisse troppo presto. Un labirinto da percorrere con un filo in mano come traccia sicura, ma che, dopo una svolta, si interrompe lasciandoci un poco smarriti. Eva Clesis immagina agilmente, cuce e ricama cinismo con rabbia, tralasciando la pietà. Le situazioni più dure vengono descritte in maniera convincente ed è quasi un peccato non conoscere il futuro di questa ragazzina smarrita, incattivita dal destino, che chissà cos’altro potrebbe ancora dire.



 

 

 

 
 
 
 

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