Guccini in classe

Guccini in classe
Francesco Guccini nasce il 14 giugno del 1940 a Modena, da un impiegato delle Poste di nome Ferruccio e da una casalinga, originaria di Carpi, di nome Ester Prandi. Quattro giorni prima l’Italia fascista era entrata in guerra al fianco della Germania di Hitler. Poiché il padre è chiamato alle armi, Guccini vive con la madre nel paesino di Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano. La prima infanzia è costellata di uomini, fatti e situazioni tipiche della vita rustica. Quei luoghi rivivono così in album di canzoni come Radici, per poi ricomparire nella forma più espressamente letteraria in Cronache epifaniche. Nel disco intitolato Stagioni  del 2000 Guccini continua a ricordare quella vita contadina, con toni certamente diversi ma non meno incisivi,  come testimoniano i versi della canzone autobiografica intitolata Addio, in cui Guccini evoca saggi ignoranti di montagna, capaci di recitare Dante a memoria, improvvisando di poesia…
Salvarani e Samellini sono una sorta di “ditta autorale” di qualità, che esprime un godibile artigianato letterario in questo saggio sui riferimenti, sul retroterra culturale, sulle implicazioni disciplinari più diverse individuate nei testi delle canzoni( e non solo) di Francesco “Guccio” Guccini. Il teologo Salvarani e l’esperto di cantautorato Semellini conducono il lettore nel mondo di una pietra miliare della canzone d’autore italiana, scovando  gli addentellati culturali gucciniani non solo nella letteratura nazionale o straniera ma anche nella  botanica, nella geografia, alla religione. Un saggio agile, ricco di fonti, nella quale spicca una sitografia degna di cultori appassionati del loro mito musicale, senza (per fortuna) quelle forzature agiografiche di certo fanatismo totemico. Un’opera che rifugge la ruffianeria, dimostrando (testi alla mano) che la canzone d’autore in Italia non è stato solo un fenomeno di costume, bensì un’espressione reale di arte e di cultura, a volte non degnamente compresa in tutte le sue sfumature, a causa del forzato dualismo fra cultura “alta” e cultura “bassa”.

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