Guida ai luoghi della Terra di Mezzo

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L’idea che gli Ainur abbiano creato l’universo è originale di Tolkien, non si riscontrano precedenti nel mito della creazione. Alla musica si è unita la luce, “impalpabile e preziosa”, rappresentata da due lampade: Illuin, che è azzurra come il cielo, e Ormal, la dorata. In seguito la luce è incanalata in due possenti alberi, l’argenteo Telperion e il dorato Laurelin. Lampade e alberi vengono distrutti da Melkor attraverso l’orrida Ungolint, la creatura che in forma di ragno porta la tenebra, succhiando la luce. Genitrice della spaventosa Shelob e di una vastissima e letale progenie. L’idea di un anello che consenta di diventare invisibili è invece debitrice a vari miti. A iniziare da Platone e dal racconto di Gige, fino alle avventure del gallese Owain, per proseguire con la saga arturiana tramite Percival e Gareth, e ancora col nano Alberico descritto da Wagner. L’unico anello ha antenati celebri ed è in seguito alla sua creazione a opera dell’Oscuro Signore che giunge a casa Baggins. Gli Hobbit sono arrivati a insediarsi nella verde Contea dalla valle dell’Anduin nel 1601, durante la Terza Era. L’Hobbiville tolkieniana è simbolo del “romantico passato della vita rurale inglese”. Le graziose dimore scavate nelle colline, con le porte e le finestre rotonde che affacciano su siepi e giardini, ricordano le dimore di campagna d’epoca vittoriana e la pace agreste divenuta ormai lontana. Confortevole è la dimora di Bilbo Baggins, con numerose stanze per gli ospiti e le dispense colme di cibo e birra. Simbolo di abbondanza e convivialità. Qui avranno modo di rifocillarsi e suonare la loro musica, prima di compiere grandi imprese, anche il principe Thorin e i suoi fedeli nani. Il Bosco Atro è debitore alla foresta di Myrkvir dell’opera Edda di Snorri Sturluson. A causa dell’infausto condizionamento del Negromante, la foresta è diventata un luogo pericoloso e oscuro, simbolo di decadimento e corruzione. Gli Ent, più antichi delle stelle e creati per essere i guardiani degli alberi e tenere a bada i terribili nani e le loro taglienti lame, intervengono contro Saruman solo per vendicare l’immensa opera di disboscamento da lui intrapresa per creare gli eserciti di Sauron…

Suddiviso in brevi capitoli tematici, il volume di John Howe permette all’autore di “esplorare” con intuito e creatività anche quei luoghi rimasti ai margini dei celebri film e tralasciati dagli script. Di completare un viaggio intrapreso da tempo e di cui assicura non vi siano influenze a livello visivo e immaginifico derivanti dalla sua giovinezza trascorsa nel Nordamerica. Tolkien disegnava spesso mappe dedicate ai luoghi di cui raccontava nei suoi libri. Molte dettagliate e altre più vaghe, come se lui stesso raccogliesse dettagli via via che i suoi personaggi esploravano i vari luoghi. “Le sue cartine non hanno nulla a che spartire con l’onniscienza divina di molte mappe fantasy, dove ogni dettaglio viene definito nella fase preparatoria. Anzi, sono l’esatto contrario. I suoi disegni elaborati ed eleganti sono il prodotto naturale del racconto: raggiungono i limiti imposti dalle parole”. Così, piccoli schizzi a matita e illustrazioni a colori di Howe ripercorrono tappa dopo tappa le vicende de Lo Hobbit e del Signore degli anelli, regalando ai lettori un impatto visivo incredibile, colmando dubbi e lacune. Come un puzzle i cui frammenti permettono di completare fantasie e illusioni degli appassionati fan di Tolkien. Dalle forme della disgustosa Ungolint agli strumenti suonati dai nani – una serie riccamente disegnata -, dagli “oceani d’erba” delle terre di Roahn alle cupe propaggini delle Terre Oscure, con tratteggi definiti, ombre fumose, cuspidi taglienti di armi ed elmi che celano volti malvagi. Poi torna la luce, perché in fondo torna sempre, nelle spumose e azzurre scogliere dell’isola di Númenor. Il canadese Howe, prolifico illustratore, oltre ad avere realizzato numerose tavole dedicate alla Terra di Mezzo e ai suoi personaggi con cui ha arricchito libri, poster e calendari venduti in tutto il mondo, condivide con Tolkien la passione per il mito di Beowulf, a cui ha dedicato splendide immagini. Ha anche partecipato alla realizzazione del primo film dedicato a Narnia; Il leone, la strega e l’armadio, tratto dai romanzi di C. S. Lewis e disegnato alcune card per il gioco Magic.

 


 

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