Guida alla letteratura gotica

Guida alla letteratura gotica

Secondo il romanzo di fantascienza I parassiti della mente, scritto da Colin Wilson nel 1987, fin dal Settecento una specie aliena, nota come “i vampiri della mente”, ha colonizzato la Terra: il loro potere è il controllo della mente, le loro vittime preferite gli uomini intelligenti, gli artisti e coloro che hanno influenzato con le loro idee il genere umano. Pur non essendo così esplicito, è evidente che per l’autore i parassiti mentali alieni hanno cominciato la loro opera proprio nel momento in cui nasce la corrente letteraria del romanticismo, e con essa il romanzo gotico. Il primo romanzo riconosciuto dalla critica e dai letterati come gotico è senza dubbio alcuno Il Castello di Otranto, scritto nel 1764 da Horace Walpole. L’autore, con il sottotitolo “A Gothic Story” probabilmente voleva riferirsi unicamente all’ambientazione architettonica del romanzo, all’estetica e all’arte che prevalse in Europa dall’alto Medioevo fino al XV secolo. La letteratura che nei primi anni del Novecento è stata collocata nel filone gotico, in cui coesistono elementi sovrannaturali e un certo gusto decadente, era conosciuta dai contemporanei e fino all’Ottocento come “horror”, “supernatural”, “roman noir” o “romanzo del brivido”. Apparizioni mostruose, fantasmi, ambientazioni notturne o sepolcrali, antiche dimore e castelli: il gotico unisce passato e presente per svelare conflitti mai sopiti fra il mondo perduto e non del tutto dimenticato di ciò che non si può spiegare e l’Illuminismo che proprio in quell’epoca cominciava il suo percorso di distruzione del non conforme (le streghe, l’alchimia, le deformità fisiche o mentali)…

L’interessante saggio scritto dal professore e specialista di letteratura gotica e romantica Fabio Camilletti e pubblicato da Odoya, è un ottimo punto di partenza per chi voglia cominciare un percorso di scoperta fra i romanzi e gli autori più rappresentativi della corrente letteraria nota come gotico. Il testo parte da Il Castello di Otranto di Horace Walpole e passa per il vampirismo e le leggende popolari bulgare, fino ad arrivare al famoso incontro fra nobiluomini e nobildonne a Villa Deodati, nei pressi di Ginevra, in una piovosa estate del 1816. Nella dimora estiva di Lord Byron, grazie a un gioco di scrittura nato per caso in una notte “buia e tempestosa”, nacquero pietre miliari del genere horror come Frankenstein di Mary Shelley (pubblicato nel 1818) e Il Vampiro di John Polidori (1819), quest’ultimo inizialmente attribuito a Lord Byron dalla cui notorietà sembrava esser stato vampirizzato. Oltre agli aneddoti e ai romanzi più noti, l’autore svela al lettore i principali esponenti del gotico in Europa e negli Stati Uniti in maniera chiara e senza mai avviticchiare troppo il filo, grazie a un’attenta suddivisione in capitoli, brevi paragrafi e schede dei libri citati. Fra spose cadavere, non – morti, licantropi e fantasmi, mesmerizzazioni e altre scienze occulte si apprende quanto l’uomo moderno, non solo nei romanzi ma anche nella cinematografia, sia ancora affascinato dallo stesso sovrannaturale che seduceva i nostri antenati. Unica pecca in lettura, l’infelice scelta grafica di inserire in molte pagine, sotto il testo stampato, un motivo floreale a tutta pagina in grigio, che rende fastidiosa la lettura. Efficaci e graziose invece le cornici gotiche che ornano la prima pagina dei capitoli.



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