H. P. Lovecraft - Contro il mondo, contro la vita

H. P. Lovecraft - Contro il mondo, contro la vita

“Sono talmente stanco dell’umanità e del mondo che nulla suscita la mia attenzione se non comporta almeno due omicidi a pagina, o se non tratta di innominabili orrori provenienti da altri spazi”. La vita e le opere di Howard Phillips Lovecraft raccontate da uno dei più controversi e anticonformisti scrittori contemporanei. Attraverso testimonianze, estratti dalla sterminata corrispondenza dell’autore di Providence (circa 100.000 lettere, delle quali numerose lunghe 30 o 40 pagine) e citazioni dei suoi racconti più celebri, Michel Houellebecq rende omaggio a uno dei creatori della letteratura fantastica occidentale, definendo con efficacia la sua scrittura come “una gigantesca macchina per sognare”, un generatore di sogni che ha avuto e ha tuttora una enorme influenza non solo in ambito letterario, ma anche musicale e pittorico, cinematografico e fumettistico...

Il Lovecraft solitario e incapace di fare alcunché di pratico, il Lovecraft misantropo e quello che si innamora come un ragazzino di Sonia Haft Greene, sette anni più grande di lui. Il Lovecraft razzista che guarda alle folle multirazziali di New York come a demoni di un girone infernale e quello cortese e disponibile con tutti fino all’annullamento di se stesso, come un gentiluomo di campagna di altri tempi. Il Lovecraft povero e disperato che non trova lavoro e si fa mantenere dalla moglie ma senza perdere la dignità, il Lovecraft malato che muore solo. Sono questi - tra i tanti possibili – gli H. P. Lovecraft che interessano a Houellebecq, quelli funzionali al suo gusto, alla sua percezione (anche) romantica di uno dei suoi autori preferiti. E questi racconta, con talento e passione, muovendosi sul filo rosso dell’odio per il mondo e soprattutto per il mondo moderno, del rifiuto da parte di Lovecraft della carnalità (nessuna protagonista femminile, quasi nessun personaggio femminile, 0% di intrecci romantici o sequenze erotiche nelle sue opere, se non è record poco ci manca), del suo disgusto per il denaro e il business, del suo razzismo reazionario e arcaico. Un quadro antropologico e psicologico scostante, tutto sommato, ma che ha in qualche modo contribuito al concepimento di uno dei pantheon più deliranti e riusciti - e ricco di epigoni - della storia della letteratura, quello (complesso e assai articolato) che va sotto il nome di Miti di Cthulhu. Un po’ biografia un po’ saggio critico, Contro il mondo contro la vita è lettura preziosa e piacevolissima per i fan di Howard P. Lovecraft e del fantastico in generale, ed è arricchito da una lunga e arguta postfazione di Stephen King in appendice.



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