Half wild

Half wild

Nathan ha raggiunto la grotta da qualche settimana ma non c’è nessuna traccia di Gabriel, nessun segno che il suo migliore amico sia ancora in vita o stia per raggiungerlo. E, come non bastasse, il pensiero di Annalise lo tormenta. Mercury l’ha catturata e la tiene sospesa in uno stato di sonno, forse morirà, anzi probabilmente morirà se lui non ucciderà Marcus strappandogli il cuore. Solo che Marcus è suo padre, anche se Nathan lo conosce a malapena lui gli ha passato i suoi Doni. Inoltre è tutto più complicato adesso, ora che l’animale in lui si è risvegliato e la sua natura pare incontrollabile: ha fame, sente il sapore del sangue sulle labbra, avverte le prede muoversi nell’ombra e lasciare una scia del loro odore. Nathan non può resistere, non vuole, sente il suo io più profondo ridestarsi e l’olezzo aspro dei Cacciatori che si avvicinano. Se lo catturano finirà di nuovo prigioniero degli Incanti Bianchi e lo uccideranno, ma ora che la bestia in lui è sveglia, non ha nessuna intenzione di tornare in gabbia…

L’atteso sequel di Half Bad prosegue la storia di Nathan, il giovane protagonista mezzo Bianco e mezzo Nero. Non si tratta, al di là dei colori, di fazioni opposte nella Firenze dantesca, bensì di Incanti, congreghe di streghe rivali nell’odierna Gran Bretagna. Lacerato dalla lotta interiore dovuta alla sua doppia natura, il figlio del temuto Marcus sta per intraprendere un cammino senza ritorno. Sarà buono come sua madre o malvagio come il padre che sta per ritrovare? In molti lo cercano, tutti lo temono, lui resta combattuto tra l’amore di Gabriel e la passione per Annalise, ma il suo cuore chi sceglierà? La trilogia YA dell’esordiente non più giovanissima (52 anni) Sally Green, è già stata acquistata per la riduzione cinematografica sulla scia di Twilight e Percy Jackson. Approdata alla scrittura quasi per caso dopo aver frequentato un corso libero in scienze sociali all’università nel 2010, la Green ha immediatamente conquistato un folto gruppo di estimatori della sua serie Half life, basando l’efficacia della scrittura sulla narrazione in prima persona e sulla contrastata personalità di Nathan. Tra Bianchi e Neri possiamo affermare che hanno la meglio i chiaroscuri della natura umana, che attraverso il racconto risaltano. Probabilmente non siamo di fronte alla nuova J.K. Rowling - come qualcuno ha affermato molto incautamente - ma la ragioniera di Warrington possiede numeri e un discreto talento che vale la pena assaggiare.



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