High & dry - Primo amore

High & dry - Primo amore

Yuko ha quattordici anni, pochi amici ed è abituata, da sempre, a stare tra gli adulti. Vive con sua madre, una donna abbastanza fuori dall’ordinario che lavora in una curiosa libreria in cui si vendono solo libri che parlano di natura, psicologia e religione, e che è capace di incoraggiare  sua figlia per aiutarla a sentirsi meno “ strana”. Perché Yuko ha una sensibilità assai particolare che le consente di captare ogni vibrazione della realtà intorno a sé, di percepirne ogni sfumatura e di capire, e quasi “vedere”, i desideri e le sensazioni di chi la circonda; lei vive sentimenti ed emozioni in maniera così amplificata e concreta che spesso essi assumono le sembianze di strani esserini verdi, che magari vede correre fuori da una pianta… La passione per il disegno la aiuta a dare forma al suo sentire e grande è la sua meraviglia quando scopre che Kyu, il suo maestro venticinquenne, “sente” la realtà alla sua stessa maniera. Kyu insegna a Yuko a disegnare i pensieri e ad assegnare i colori agli stati d’animo. Ma anche lui è alla ricerca di sé e di una maniera adeguata per esprimersi, perché anche lui ha un problema irrisolto in famiglia che risale alla sua infanzia, proprio come la piccola Yuko che soffre la lontananza di suo padre e, si sa, nel processo di crescita e maturazione il ruolo della famiglia è imprescindibile. Le anime affini vedono la vita allo stesso modo e basterà uno sguardo condiviso sull’apparentemente assurdo per riconoscersi ed imparare piano piano a completarsi. Questa consapevolezza di uniformità di sguardi aiuterà entrambi nel loro percorso interiore…

Torna Banana Yoshimoto con un piccolo romanzo di formazione dai consueti toni eleganti e delicati. Questa volta, immersi nella poesia un po’ dolente ma luminosa e suggestiva dell’autunno (le descrizioni naturali hanno sempre largo spazio nei libri dell’autrice giapponese e in tutta la produzione dei suoi connazionali) ci narra i turbamenti del cuore e il sottile incanto del primo amore. Una storia semplice, sospesa tra realtà e immaginazione, che si avvale della consueta fluidità narrativa e descrittiva, dello stile tenue e sussurrato, e del linguaggio fresco, intimo e immediato fatto di frasi brevi. La narrazione, in prima persona, è intensa e coinvolgente e lascia spesso spazio ai pensieri e ai ricordi per raccontare un amore fatto di cose impalpabili e impercettibili. In essa la tenerezza del “pensiero magico” tipico dei bambini si tramuta nella magia simile della prima passione amorosa che ha il potere di vincere ogni difficoltà, a cominciare dall’accettazione della propria diversità (da sempre raccontata dall’autrice) che spesso è solo preziosa unicità. Per Banana Yoshimoto, quindi, anche il primo amore può essere un evento speciale nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza che merita una storia, che lei racconta con il tipico garbo e con quella dolcezza e leggiadria surreale ed un po’ infantile che, a tratti, sa davvero incantare. Certo, il rischio di scivolare, talvolta, su una punta di banalità da cioccolatini in salsa nipponica esiste e, a volte, per la verità, si sfiora. Ma glielo si perdona volentieri a questa scrittrice molto amata anche in Italia dove ha pubblicato, con questo, ben venti libri, raggiungendo gli oltre 4 milioni di copie vendute. Sconsigliato a chi cerca una vera e propria storia corposa, è da consigliare decisamente agli adolescenti alle prese col primo amore (il titolo è ripreso da una canzone dei Radiohead), a chi apprezza la levità dell’autrice e la freschezza che ricorda i manga, a chi ha voglia di immergersi un po’ nella suggestione di sentimenti innocenti e puri.



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