Hillary Clinton - Regina del caos

Hillary Clinton - Regina del caos
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Hillary Rodham Clinton ha dimostrato di essere più della moglie del presidente coinvolto nello scandalo Lewinsky. Ha sempre fatto politica e ha sempre cercato di dare un colpo al cerchio e un alla botte per ingraziarsi politici, elettori e lobbisti (che significano automaticamente generose donazioni). Si vanta di poter essere la donna che sfonderà quel muro millenario che c’è tra uomini e donne, come se l’elezione di una presidentessa riuscisse immediatamente a dare dignità a tutte le donne d’America e, più in generale, del mondo. Nel 2008 ci è andata molto vicina, venendo sconfitta all’ultimo secondo nelle primarie del Partito Democratico dall’afroamericano Barack Obama. Probabilmente ha pagato il suo sostegno alla Guerra in Iraq del 2003, quando andò appresso a Bush, Cheney, Rumsfeld e ai Neocon per prendere a calci nel sedere Saddam Hussein. Hillary infatti sembra proprio divertirsi a fare la guerra, e in tal senso con il marito Bill forma davvero una bella coppia. Ne sanno qualcosa dalle parti dei Balcani, dove l’influenza devastante della NATO si è fatta sentire. Per non parlare poi della Libia, con quel sorriso sprezzante con cui Hillary annunciava l’uccisione di Gheddafi…

Ci risiamo, Diana Johnstone è tornata! Stavolta l’amata/odiata autrice del discusso saggio Fools’ Crusade: Yugoslavia, NATO and Western Delusions focalizza la sua inesauribile verve polemica e venefica contro Hillary Rodham Clinton, candidata favorita alla vittoria nelle prossime elezioni USA, a meno di grandi colpi di scena (che il sottoscritto, di cuore, si augura). L’autrice americana trapiantata a Parigi segue le orme dell’ex-First Lady sin dai suoi primi passi, quando addirittura vantava simpatie ultraconservatrici, apprezzando quel Barry Goldwater che a metà anni ‘60 predicava a gran voce l’uso delle maniere forti contro l’Unione Sovietica. Ecco, proprio di maniere forti è fatta la carriera della buona (mica tanto) e cara (tantomeno) Hillary, donna desiderosa di fare la guerra a tutti costi ma, poiché ama ciarlare di diritti umani, uguaglianza di genere e di Primavere Arabe non è percepita come un George W. Bush qualsiasi, imbevuto di petrolio, versetti della Bibbia e col pallino della democrazia a ogni costo. Strano, perché se c’è una persona che incarna appieno i cosiddetti poteri forti (quel Military-Industrial Complex contro cui il Presidente Eisenhower si scagliò nel suo discorso d’addio), è proprio Mrs. Clinton, grazie ai suoi sostenitori bipartisan e trasversali, che le consentono di essere la più potente macchina elettorale al momento in gioco e che le garantiscono, quasi sicuramente, un posto da front-runner nel proprio partito. Il saggio della Johnstone è ben scritto, animato dal solito piglio tagliente e ironico, ed esamina ai raggi-X la vita e le scelte politiche di questa figura che, a detta dell’autrice, porterà l’America verso un futuro di guerra e arroganza. In un passo del libro viene detto che la Clinton avrà vita facile alle prossime elezioni perché il suo sostegno trasversale farà in modo che gli avversari repubblicani non riusciranno a presentare candidati credibili… vista la presenza di Trump come capofila del partito che fu di Lincoln e Reagan, sembra che questa suggestione sia destinata ad avverarsi.



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