Histoire d’amour

Histoire d’amour
1888. L’esploratore Cornelio Rufo, apritore di piste nel Grande Nord, ultimo dei Rufi Ciamuni di Torlonia, si innamora perdutamente di Grimilde, una donna più giovane di lui e già sposata. I saldi principi e la condotta corretta dei due fanno sì che fin da subito venga scartata l’ipotesi di vivere questo sentimento: l’unica possibilità che si concedono è di consumare la relazione in un altro spazio e tempo, semplicemente in un’altra vita. Per dare corpo a questo suo sogno d’amore, Cornelio pensa di appoggiarsi alla setta del Grifo a cui appartiene, consapevole che i suoi seguaci stanno lavorando a qualcosa che oggi potremmo chiamare clonazione. Un sogno, quello di Cornelio, che viene affidato poi ad Edvige, figlia di contadini, una bambina quando l’uomo muore, ma anche la prima depositaria del suo desiderio d’amore. Il suo adoperarsi per tenere fede al patto si declina perfino nel sacrificio di non poche vite innocenti ad opera dei nazisti. Dopo la morte di Edvige, a raccogliere idealmente il testimone è Luca, uno studente universitario, che darà una svolta inaspettata al percorso compiuto fino a quel momento per portare l’histoire d’amour all’effettivo compimento...
Scritto da Paolo Cherubini, docente di Psicologia dell’università Bicocca e profondo conoscitore dei meccanismi del pensiero umano, Histoire d’amour si rifà nella scrittura a due autori francesi contemporanei, Marc Levy e Guillaume Musso, in particolare per la scelta di calare le vicende narrate in una dimensione onirica, in una sorta di dimensione parallela dal punto di vista spazio-temporale. Il romanticismo di cui è intrisa tutta la narrazione, tesa al racconto di un amore tanto impossibile quanto desiderato, si intreccia con una fantascienza dal gusto amaro, in cui il desiderio dell’uomo di andare oltre i propri limiti fa rima con la negazione della vita stessa. La storia è costantemente sospesa tra passato e presente, con un’inevitabile richiamo a tematiche che ancora non conosciamo profondamente, dunque al futuro, all’ignoto che ci attende. Una storia che non trova e nemmeno cerca un compimento, come l’autore stesso riferisce ai lettori nella chiosa: “Però la storia qui si ferma perché non esistono parole per proseguire nel raccontarla. Solo sensazioni, tepore, luci, ombre, velluto, seta, morbide nuvole e cieli stellati, splendore, quiete, tranquillità, pace, pace, pace. Amore. Vita. Morte. Ancora vita”.

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